Fanno ancora discutere i bandi per l’assunzione di figure professionali che dovranno andare a supporto degli allievi disabili e delle famiglie in difficoltà. Nei giorni scorsi, prima sono volati gli stracci in commissione, poi addirittura è stato necessario un chiarimento in maggioranza, a seguito della denuncia di Lorenza Scrugli.

Ebbene dopo qualche giorno di silenzio, Marco Miceli (Partito democratico) ha pensato ieri di mettere a punto un’interrogazione con la quale si chiede al sindaco di "rimandare le pratiche negli uffici per risolvere i vizi di forma".

In primo luogo, l’eletto pone l’accento sulla discrezionalità dell’ufficio di piano di tenere per sé due o più figure professionali, disponendone a proprio piacimento, quando invece dovrebbero "essere avviate alle proprie mansioni dal coordinatore". L’eventuale carenza di organico del Comune "non può essere colmata – attacca - attingendo ai fondi di cui l’Ente non ha né titolarità né la disponibilità". Per Miceli "sono assolutamente incompatibili l’oggetto del contratto e gli obiettivi del servizio con lo svolgimento dell’attività al servizio degli uffici comunali”. L’esponente del Pd pone l’accento anche sulla durata degli appalti “compresa tra giugno e dicembre di quest’anno, nonostante “l’attività didattica cessi il 31 maggio per riprendere in ottobre". Chiaro l’intento: “Con questo atto che sarà discusso in Aula l’1 giugno – conclude il membro dell’opposizione – produco un’ulteriore azione a tutela delle fasce di popolazione più disagiate”, in linea “con gli ideali e i valori della mia parte politica".

"Come ho già dimostrato con precedenti iniziative da me promosse -ha concluso Miceli - ho molto a cuore la lotta a ogni forma di discriminazione e la tutela dei diritti dei soggetti più deboli. Per poter agire in tal senso con concretezza non basta farlo attraverso proclami ma con azioni e atti politico amministrativi efficaci". Una frecciata a qualche sproloquio di troppo venuto da qualche associazione attigua al centrosinistra stesso? "Importante è favorire la politica dei contenuti -ha chiosato l'eletto dem - alla vuota e improduttiva loquela che non certo favorisce la partecipazione e il confronto indispensabili processi unitari per la creazione di un'alternativa alla gestione della cosa pubblica".