Mentre il dibattito pubblico sembra aver dimenticato il dramma delle tossicodipendenze, in Calabria si consuma una "mutazione silenziosa" che sta divorando il futuro delle nuove generazioni. Il monitoraggio 2025 del CREA Calabria (Coordinamento Regionale dei Servizi per le Dipendenze Accreditate) scatta una fotografia spaventosa: la soglia del primo contatto con le sostanze è crollata drasticamente, toccando i 12-13 anni.

Un mix letale: dalla cocaina di massa al crack

«Siamo di fronte a un’emergenza generazionale senza precedenti», avverte la presidente del CREA, Vittoria Scarpino. Non esiste più la "droga d'élite": la cocaina è diventata un veleno di massa, percepito come sostanza da prestazione e accessibile a chiunque. Ma a preoccupare è anche il ritorno prepotente dell'eroina e l'invasione del crack, sostanze a basso costo che stanno trasformando i centri urbani calabresi in zone di degrado e disperazione.

L'ombra del Fentanyl e il "nuovo spaccio" digitale

Il CREA punta il dito contro due minacce emergenti: il rischio che il fentanyl (la droga che sta decimando gli USA) venga mischiato ad altre sostanze è altissimo. «Basta una dose infinitesimale per uccidere», spiega Scarpino, chiedendo una rete di allerta rapida. Smartphone e gaming compulsivo stanno alterando i circuiti cerebrali dei giovanissimi. Il digitale è diventato il "nuovo spaccio", una porta d'ingresso verso le droghe pesanti usate come automedicazione per l'ansia da isolamento. "Non possiamo aspettare una strage per intervenire: la droga è stata normalizzata nei linguaggi giovanili e le istituzioni sembrano aver rimosso il problema" , commenta Vittoria Scarpino, Presidente CREA Calabria

Un sistema di cura al collasso

A fronte di un fenomeno sempre più aggressivo, la rete di assistenza calabrese è in grave affanno. I Ser.D. pubblici sono sotto organico e le comunità terapeutiche, che rappresentano l'ultimo baluardo sul territorio, sopravvivono in condizioni di cronico sottofinanziamento.

Le richieste: un Piano Straordinario

Il CREA Calabria non si limita alla denuncia, ma avanza proposte concrete alle istituzioni regionali: prevenzione nelle scuole medie così da intervenire prima del primo contatto con i cannabinoidi. Sostegno strutturale alle comunità che operano sul campo e protocolli di sicurezza e formazione specifica per operatori e forze dell'ordine. «Ogni giorno di silenzio — conclude la presidente Scarpino — è un pezzo di futuro che la Calabria regala alla criminalità». La sfida ora passa alla politica regionale: decidere se continuare a gestire il problema come una questione di ordine pubblico o affrontarlo come la più grave emergenza sanitaria ed educativa del decennio.