Bufera nel Pd, dimissioni irrevocabili del segretario di circolo di Catanzaro
Sospesi un gran numero di iscritti al Pd. Sotto la lente d'ingrandimento la sconfitta alle ultime amministrative con la città riconsegnata per la quarta volta ad Abramo
La disfatta alle ultime elezioni amministrative non poteva non avere un seguito. Una disfatta seguita da polemiche e proteste che hanno portato ieri alle dimissioni il segretario del circolo del partito Democratico di Catanzaro,Pasquale Squillace. Decisione assunta per protestare contro il gruppo dirigente regionale e nazionale del partito e di richiamo ad una necessaria fase ricostituente del partito e della sua comunità da intraprendere immediatamente.
“Le mie dimissioni sono irrevocabili - scrive Squillace - per questo motivo rimetto in forma definitiva la mia carica e la sospensione mia e di un gran numero di iscritti dall'esercizio di tesserato del Pd. Alla luce delle ultime scelte del partito nazionale e del silenzio assordante di quello regionale l’ipotesi che qualcosa di davvero rivoluzionario possa accadere ci sembra sempre più lontana. Pur con questa amara convinzione attenderemo con speranza le evoluzioni dei prossimi giorni nel rispetto di un percorso intenso e in cui abbiamo creduto e vogliamo continuare a credere.
Non mi presterò alle dinamiche di un congresso farsa con regole che non garantiscono una partecipazione equa nei tempi e nei modi, non mi presterò a qualche vecchio burocrate di partito ( il vecchio non è anagrafico visto i tanti giovani incapaci di reazioni), a cui serve l'occupazione di uno spazio interno ad un apparato che gli possa poi garantire ruoli e poltroncine, non mi presterò a che questo partito possa costruire l’ennesima disfatta al fine di garantire ai maggiorenti qualche posto alla camera dei deputati o in Senato”.
Non solo dimissioni del segretario, ma anche sospensione di una gran parte degli iscritti e di molti membri del direttivo dall’attività di partito. Tale azione si rende necessaria in attesa di cogliere evoluzioni e determinazioni conseguenti al quadro che si è venuto a creare, a partire dalle dimissioni del segretario regionale. Di fronte a una reazione coerente da parte dei massimi responsabili del partito a livello regionale e nazionale la protesta degli iscritti e del direttivo rientrerà, al contrario delle dimissioni del segretario che restano definitive.
Ieri pomeriggio Squillace ha rassegnato le proprie dimissioni durante una riunione in cui sono state analizzate le cause della sconfitta alle elezioni comunali. “Il partito – scrivono i politici del Pd - ha riconsegnato la città per la quarta volta ad Abramo che viene eletto sindaco con circa 21000 preferenze, quando invece nel 2012 Salvatore Scalzo arrivo a conseguire quasi 25000 preferenze al primo turno (cioè il doppio dei voti raccolti oggi al ballottaggio). In questi numeri, evidentemente, c'è tutto il fallimento di una classe dirigente del PD, probabilmente inadeguata e poco lungimirante negli anni, l'incapacità di non costruire un progetto elettorale e di governo segnato da un'identità forte, da una visione, da un disegno di cambiamento e rinnovamento attraente e coinvolgente”.
Sono stati ripercorsi tutti i momenti che, nell’ultimo anno, hanno portato all’apertura della campagna elettorale per le comunali: a partire dal luglio 2016, quando il circolo Lauria suonò la sveglia al partito mettendolo in guardia da assemblaggi elettorali anomali e forieri soltanto di ulteriore scollamento fra elettorato e gruppi dirigenti. Il resoconto del segretario ha poi passato in rassegna altri momenti salienti, come il sabotaggio dell’elezione del segretario cittadino, la successiva nomina dei saggi come supervisori del percorso elettorale, e ancora l’indicazione dell’allora sindaco di Decollatura, Annamaria Cardamone, a commissario del partito.
“Indebolire i dirigenti cittadini e la democrazia territoriale – si è detto – è funzionale agli interessi delle elite e di chi piega il proprio impegno politico ai soli interessi personali. Si è manifestata un’evidente volontà a bloccare la formazione di un gruppo dirigente cittadino autonomo e autorevole, con il chiaro intento di preservare la massima libertà nella spartizione di poltrone e blasonate candidature a Camera e Senato”.
Ora è urgente ritrovare e capire se esistono le condizioni per le forze e le energie sane e che vogliono continuare a fare politica ancorandosi a valori di cambiamento e credibilità; di rimanere in questo partito. Questo lo si può fare solo con un’ingente operazione ricostituente, di rinnovamento e ricostruzione dei gruppi dirigenti e di un nuovo progetto politico per il partito a livello regionale e nazionale.
“E’ necessario un azzeramento dell’attuale classe dirigente, a partire dal segretario Magorno fino in giù, perché incapace di rappresentare le istanze della base e su tutto bocciata sonoramente dall’elettorato. Le truppe cammellate, i pacchetti di tessere, le correnti rispondono a logiche che non devono appartenere più a questo partito. Bisogna costruire un nuovo modo per misurare la partecipazione, selezionare la classe dirigente e le idee, favorire il coinvolgimento degli iscritti su ogni questione cruciale che investe l’identità della comunità che decide di stare insieme e soprattutto ricostruire il filo tra gli obiettivi politici di questo partito e i gruppi sociali più esposti e indifesi della società italiana di oggi. Il segretario nazionale Renzi tutti questi temi non li ha mai voluti affrontare ed è passato di sconfitta in sconfitta, generando in ampi strati della popolazione un vero e proprio odio e risentimento verso tutto ciò che richiama il PD. Anche la convocazione improvvisa di congressi provinciali e di circolo, costruito sulle stesse consunte regole del passato e con tempi ridicoli per ogni possibile discussione sul merito dei problemi, è un altro terribile segnale di incapacità' e mancanza di ascolto. Ci si vuole lavare la coscienza, continuare a ignorare i problemi strutturali e semmai riempire di una vuota retorica democratica, le scelte fatte a tavolino per le candidature da fare tra meno di un anno.
