E' arrivata anche la sentenza del tribunale di Verona a confermare la presenza nel territorio scaligero della criminalità organizzata. La 'ndrangheta si è radicata nel Veronese e dopo le indagini, gli arresti e le prime condanne con rito abbreviato. Tra i presunti membri dell'organizzazione criminale anche Francesco Vallone, 46 anni di San Calogero (nel Vibonese).

Gli imputati nel processo erano 23 e ne sono stati condannati 16, con pene che sommate insieme arrivano quasi a 150 anni di reclusione. Gli altri 7 accusati sono stati assolti.
È stato condannato a 30 anni di carcere il 54enne Antonio Giardino, ritenuto il capo dell'organizzazione mafiosa operante in provincia di Verona. Un'organizzazione che si sarebbe macchiata di una lunga lista di reati e che avrebbe avuto collegamenti costanti con altri gruppi criminali. Anche il fratello di Antonio, Alfredo Giardino, è stato condannato a 30 anni di reclusione. Per il vibonese Francesco Vallone, la pena inflitta è di 15 anni. Vallone era il titolare del Centro Studi "Fermi", in cui gli operatori di Amia avrebbero dovuto seguire dei finti corsi di aggiornamento. Episodio che testimonia la capacità della 'ndrangheta di infiltrarsi anche nelle aziende pubbliche, in questo caso Amia, il cui presidente Andrea Miglioranzi è stato condannato con rito abbreviato.

L'altra pesante condanna è per Michele Pugliese, che dovrà scontare 23 anni di carcere. I giudici lo hanno ritenuto una figura di spicco dell'organizzazione, capace anche di fare le veci del boss Giardino. Infine, le altre condanne sono 9 anni per Arcangelo Iedà, 8 anni e 6 mesi per Antonio Lo Prete, 5 anni e 6 mesi per Brunello Marchio, 4 anni e 9 mesi per Agostino Durante, 2 anni e 3 anni per Francesca Durante, 4 anni e 8 mesi per Francesco Giardino, 10 mesi per Giovanni Giardino, 3 anni e 4 mesi per Giuseppe Mercurio, 4 anni e 9 mesi per Silvano Sartori, 2 anni e 6 mesi per Francesco Caruso, 2 anni e 6 mesi per Luigi Caruso e 3 anni a Francesco Scino.

Assolta per non aver commesso il fatto Antonella Bova, moglie di Antonio Giardino. E assolti anche Domenica Altomonte, Bledar Dervishi, Giannandrea Napoli, Sandra Scino, Luigi Russo e l'omonimo Antonio Giardino di 35 anni. I giudici hanno inoltre stabilito i risarcimenti alle parti civili: Amia, Cgil Verona e Cgil Veneto dovranno ricevere 15mila ciascuna, mentre alla Regione Veneto è stata riconosciuta una provvisionale di 150mila euro.