A Sant’Onofrio, il consigliere di minoranza Giuseppe Alibrandi denuncia quello che definisce uno spreco di oltre 15.000 euro di fondi pubblici per la questione del campo sportivo. “Si tratta di soldi dei cittadini, usciti dalle casse comunali per colpa, senza timore di smentita, di una presa di posizione personale e ostinata del sindaco e della Giunta”, afferma Alibrandi.

Tutto è iniziato con una delibera di Giunta che ha revocato la convenzione alla società sportiva responsabile della gestione del campo. La società ha presentato ricorso e ha ottenuto ragione, con il TAR che ha condannato il Comune a pagare 6.500 euro tra spese legali e processuali. Un danno significativo, secondo il consigliere, ma non sufficiente a far cambiare idea all’amministrazione, che ha deciso di revocare nuovamente la convenzione, ignorando gli appelli alla prudenza della minoranza.

“Un accanimento senza alcuna base concreta – continua Alibrandi – che abbiamo denunciato fin da subito come rischioso, non solo sul piano politico e sportivo, ma soprattutto economico. In consiglio comunale avevo chiesto pubblicamente che, qualora il Comune fosse stato condannato una seconda volta, il sindaco e la Giunta si assumessero la responsabilità, rinunciando ai loro compensi o rassegnando le dimissioni. Non c'è stata nessuna risposta”.

Poi il colpo di scena: il Comune fa marcia indietro, annulla tutto e stipula un nuovo accordo con la società sportiva, ritirando i ricorsi in corso. “Un’ammissione implicita, ma evidente, di aver sbagliato” sottolinea il consigliere. Tuttavia, il danno economico rimane: nonostante il giudizio non si sia mai svolto, l’avvocato incaricato ha presentato fattura per 8.754,72 euro, il doppio rispetto ai 4.377,36 euro inizialmente impegnati.

“Sommando i 6.500 euro del primo giudizio perso e gli 8.754 euro per l’avvocato della seconda revoca mai arrivata a processo – conclude Alibrandi – il totale supera i 15.000 euro. Soldi dei cittadini, non certo di chi ha sbagliato. Se davvero il sindaco credeva di avere ragione, perché ha ritirato tutto? La verità è che si è accorto dell’errore, ma in politica chi sbaglia deve assumersi le proprie responsabilità. In altre realtà, per molto meno, si chiedono le dimissioni. Qui non pretendiamo tanto, ma almeno un gesto di onestà, di dignità e di rispetto per i cittadini: riconoscere l’errore e ammettere che 15.000 euro sono stati bruciati per una valutazione errata”.