Assolto il responsabile dell'area Rango nell'ambito del processo sugli illeciti nella gestione del Consorzio di sviluppo industriale di Cosenza


Con due condanne e un assoluzione si chiude il primo capitolo giudiziario sugli illeciti commessi nella gestione del consorzio di sviluppo industriale di Cosenza (Asi). Il Tribunale collegiale Bruzio, presieduto da Enrico Di Dedda, ha inflitto al presidente Diego Tommasi quattro anni, sei mesi di reclusione e il pagamento di  mille euro di multa, mentre per il direttore generale Stefania Frasca ha sentenziato cinque anni di reclusione e mille euro di multa. Assolto il responsabile dell'area contabile Carlo Antonio Rango. Stefania Frasca è stata condannata inoltre all’interdizione dai pubblici uffici in perpetuo, limitata invece per l’ex assessore all’Ambiente Diego Tommasi alla durata di cinque anni.I giudici del collegio hanno accolto le richieste del legale di parte civile del foro di Catanzaro Crescenzio Santuori, nei cui confronti i “rei” sono stati condannati in solido al pagamento di una provvisionale.

Le richieste del pm. La pubblica accusa rappresentata in aula da Domenico Frascino, al termine della requisitoria in cui aveva sottolineato come sia per Frasca che per Tommasi si sia concretizzato il falso ideologico, aveva invocato nella scorsa udienza la condanna a 4 anni per Frasca, 3 anni e 8 mesi per Tommasi e 2 anni per Rango. 


Le ipotesi di accusa. I reati contestati a vario titolo vanno dalla truffa alla falsità documentale all’abuso di ufficio. Secondo le ipotesi accusatorie, tramite false dichiarazioni, la direttrice del Consorzio, difesa dagli avvocati Franz Caruso ed Elena Florio, si sarebbe autoassegnata un incremento dei compensi e insieme all'ex presidente, assistito dal legale Paolo Guadagnuolo, si sarebbero fatti liquidare rimborsi sulla base di una semplice autodichiarazione. L’inchiesta, all’epoca coordinata dal sostituto procuratore Domenico Assumma, nasce a seguito di una denuncia sporta ai carabinieri dal Collegio dei revisori che avrebbero riscontrato una serie di irregolarità nella gestione dell’Ente. Una gestione marcatamente padronale dell’Asi di Cosenza, secondo la Procura, totalmente in mano al suo direttore generale Stefania Frasca che sarebbe stata assecondata e coadiuvata nella consumazione di atti arbitrari, sperperi di denaro pubblico e illeciti erariali e penali dal presidente dell’epoca Diego Tommasi. Rango, invece secondo il castello accusatorio crollato oggi di fronte ad un verdetto di assoluzione, avrebbe alterato il progetto di bilancio di esercizio del 2011 del Consorzio Asi, arrecando al Collegio dei revisori «un ingiusto danno omettendo arbitrariamente di corrispondere loro le indennità dovute per lo svolgimento delle loro funzioni». (ga. pa.)