" La presidente assume spesso un atteggiamento vendicativo. Non c'è più quella serenità - spiega il volontario attivo da quindici anni - e quella voglia di fare che esisteva in passato"

di GIUSEPPE PARRUCCI

Con la presente, rassegno le dimissioni dall’associazione Croce Rossa poiché, purtroppo, nel Comitato di Vibo Valentia, dove fino ad oggi facevo parte, non regna più quella serenità e quella voglia di fare servizio che esisteva in passato. Mi sono iscritto con entusiasmo nel 2002 ricoprendo negli anni importanti carichi e incarichi: sono stato infatti più volte Ispettore del Gruppo di Acquaro, delegato provinciale e regionale, addetto alla distribuzione viveri e in ultimo, in ordine di tempo, addetto alla segreteria del Comitato di Vibo con il Commissario Rosa Alba Nardo.

L'attacco. Con rammarico devo però constatare che l’attuale presidente Caterina Muggeri che conosco benissimo da quando è stata reintegrata in Croce Rossa, perché è giusto dire che è stata radiata dall’Associazione (2001/2003) interrompendo così l’anzianità continuativa (cosa che invece non è stata tenuta in considerazione nella sua proclamazione, avvenuta, a parità di voti, per anzianità di servizio), assume spesso un atteggiamento vendicativo nei confronti di quei volontari che non si mettono in fila per come lei vorrebbe. Testimonianza di ciò sono le numerose perdite di qualifiche (circa 200) comminate nei confronti di altrettanti volontari che non avevano espresso il loro consenso nei confronti dell’attuale direttivo. A questi volontari esprimo la mia solidarietà e vicinanza per il modo in cui sono stati cacciati dall’associazione perché è giusto dire, senza giocare con le parole, che perdere lo status di socio vuol dire essere fuori dall’associazione.

La liberazione. Visto che ormai mi sono tirato fuori dall’associazione e quindi posso parlare apertamente senza timore di essere “colpito” da provvedimenti disciplinari, voglio mettere al corrente i vertici e i volontari dell’associazione di quelli che sono stati i retroscena delle ultime elezioni del Comitato di Vibo. La crociata della Muggeri, avallata dalla presidente regionale Helda Nagero, ha avuto infatti inizio nel momento in cui sono state indette le elezioni dei comitati, quando la stessa Nagero ricopriva anche l’incarico di Commissario del Comitato di Vibo. Ebbene facendo il gioco di “questo è con me e questo contro di me” hanno cercato di preparare il terreno per poter eleggere, a qualsiasi costo, la Muggeri presidente.


Le "incongruenze". Diverse le incongruenze e gli atti di dubbia regolarità a partire da quelle evidenziate nelle dimissioni dell’allora responsabile dell’ufficio soci di Vibo che attraverso una missiva inviata ai vertici della Cri e a tutti i soci del comitato evidenziava che l’elenco dei soci aventi diritto al voto da lui stilato per come previsto dal regolamento era stato successivamente riformulato, sottoscritto e pubblicato dal Commissario del Comitato di Vibo con una decurtazione di 39 soci. Ma questa non è stata l’unica manovra! Essendo uno che parla e scrive apertamente senza timore di essere smentito, ho espresso in diverse occasioni di non condividere l’operato del Commissario Nagero e con lei quello della Muggeri, manifestando, a qualche volontario, l’intenzione di candidarmi alle elezioni. Ciò ha forse messo in allarme le due signore tant’è che la Nagero, in qualità di presidente regionale, mi ha avviato un primo provvedimento disciplinare di sospensione. Provvedimento che ha dovuto, dopo le mie contestazioni, annullare in autotutela, ma accecata nel volermi colpire a tutti i costi mi ha avviato, poco tempo dopo, un secondo provvedimento disciplinare in veste di Commissario del Comitato di Vibo.

L'interrogativo. Ma perché proprio un provvedimento di sospensione e non un provvedimento più lieve (quale il richiamo e l’ammonizione) caso mai fosse stato proprio necessario? La risposta è semplice: perché i provvedimenti più lievi, quali il richiamo e l’ammonizione scritta, mi avrebbero ugualmente concesso la possibilità di candidarmi e di votare. Quindi è stato studiato e costruito ad hoc grazie anche alla strumentalizzazione di qualche crocerossina che ha sottoscritto dichiarazioni per le quali ho già provveduto a presentare regolare querela per calunnia e falso ideologico. Ma la cosa più grave è stato il fatto che mi è stata negata la possibilità di candidarmi e di votare nonostante, come previsto dal regolamento e come evidenziato dall’Ufficio Soci Nazionale, il provvedimento non era ancora divenuto definitivo alla data delle elezioni. Infatti il giorno delle elezioni mi sono presentato al seggio per votare ma non mi è stata data la possibilità pure avendone avuto diritto come da regolamento, tant’è che ho fatto subito intervenire una pattuglia dei carabinieri del Comando provinciale di Vibo per relazionare in merito. Infatti tale provvedimento si è poi concluso definitivamente e positivamente per il sottoscritto nel mese di agosto scorso con l’accoglimento del ricorso presentato al Presidente Nazionale Francesco Rocca. Ma nonostante solleciti e diffide alla Presidenza Nazionale al fine di comunicare “per iscritto” l’accoglimento del ricorso al Comitato di Vibo e al sottoscritto nessuno risponde. Infatti il regolamento prevede che entro novanta giorni dalla presentazione del ricorso il presidente nazionale dovrebbe esprimersi e in caso contrario “decorsi tali termini, in mancanza di una decisione espressa, il ricorso s’intende accolto”.


Il caso. È chiaro quindi che il ricorso è accolto ma nessuno vuole attestarlo perché? Semplice. Siccome al termine dello scrutinio delle elezioni del Comitato di Vibo dello scorso anno, entrambe le due candidate Silvestro e Muggeri hanno ricevuto 157 consensi, nonostante alla prima siano state annullate alcune schede, l’accoglimento del mio ricorso, di fatto, renderebbe nulle le elezioni in quanto il mio voto poteva essere determinante per l’una o per l’altra candidata. Infine, quanto alla denuncia per omissioni d’atti d’ufficio presentata nei confronti del Commissario pro tempore di Vibo Helda Nagero e successivamente archiviata è giusto dire il Giudice ha disposto l’archiviazione in quanto “il Decreto Legislativo 178/12 ha sancito la natura di ente di diritto privato dell’associazione – e in particolare dei Comitati provinciali e locali – sicchè non è riconoscibile la natura di Pubblica Amministrazione”. Pertanto anche se l’omissione di atti c’è stata, trattandosi di associazione privata, non può essere riconducibile il reato. Poiché è ormai chiaro che trattandosi di una “cosa” privata chi è al comando del Comitato può fare ciò che vuole non intendo più rimanere in questa associazione. Il volontariato si può benissimo fare in tanti modi e non per forza indossando una divisa di Croce Rossa.