Narcotraffico, si riapre il caso: la Cassazione dispone un nuovo giudizio per due imputati (NOMI)
Accolti i ricorsi dei legali contro la custodia in carcere: la Suprema Corte dispone un nuovo giudizio davanti al Riesame
Importante svolta giudiziaria nell'ambito dell'inchiesta “Oikos”, la maxi-operazione che nel luglio 2025 aveva smantellato una presunta rete dedicata al traffico internazionale di stupefacenti. La terza sezione della Corte di Cassazione ha infatti annullato con rinvio l’ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Reggio Calabria nei confronti di Marco Venuti e Abdelalì Hamdani, entrambi finiti in carcere a seguito dell'ordinanza di custodia cautelare siglata dal GIP.
I giudici della Suprema Corte hanno recepito le argomentazioni sollevate dai difensori, gli avvocati Vincenzina Leone e Pierluigi Sacchetti del foro reggino. I legali avevano impugnato il provvedimento del Riesame che, in prima istanza, aveva confermato la massima misura restrittiva ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza per la partecipazione al sodalizio criminale e per diversi episodi di spaccio.
Il pronunciamento degli ermellini incide in maniera significativa sul quadro accusatorio: per Marco Venuti l'annullamento è totale. La Cassazione ha rimesso in discussione non solo la misura cautelare in carcere, ma l'intera impalcatura indiziaria relativa sia alla partecipazione all'associazione criminale, sia ai singoli episodi di compravendita di droga che gli venivano contestati. Per Abdelalì Hamdani il ricorso è stato accolto. In questo caso, i giudici di legittimità hanno annullato l'ordinanza con specifico riferimento all'accusa di delitto associativo, il pilastro più pesante dell'intera inchiesta.
La parola passa ora nuovamente al Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, che in diversa composizione dovrà procedere a un nuovo esame delle posizioni dei due indagati, attenendosi ai rilievi formulati dalla Cassazione. Si riapre così la partita sulla libertà personale di Venuti e Hamdani, in attesa che i magistrati reggini valutino nuovamente se esistano o meno i presupposti per la loro permanenza nel penitenziario.
