Le pressioni della criminalità organizzata sugli istituti di vigilanza vibonesi. Un processo sul quale la pubblica accusa ha messo questo pomeriggio un punto fermo chiedendo condanne per oltre 32 anni di carcere per i quattro imputati.

Il pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Annamaria Frustaci ha preteso nove anni di reclusione per Paolo Potenzoni di Cessaniti ( e 15mila euro di multa), altrettanti per Michele Purita, 51 anni, di San Costantino Calabro. Invocati 8 anni di carcere per Carmelo Barba e 4mila euro di multa, mentre sei anni di reclusione sono stati richiesti per Stefano Mercadante, 58 anni, poliziotto in servizio alla Questura di Vibo. Purita e Barba rispondono di concorrenza illecita, minacce e tentata estorsione ai danni di un imprenditore, titolare di un istituto di vigilanza a Tropea.

I reati contestati a questi ultimi sono aggravati dalle modalità mafiose. Il poliziotto sarebbe stato pagato da loro due per omettere i controlli sul suo istituto di vigilanza e per questo motivo risponde di corruzione. La prossima udienza si terrà il 26 ottobre quando ci sarà spazio per le arringhe degli avvocati. La sentenza è attesa per il 9 novembre. Michele Purita è difeso dall’avvocato Giuseppe Bagnato; Stefano Mercatante è assistito dall’avvocato Francesco Muzzopappa; Paolo Potenzoni è difeso dagli avvocati Mario Bagnato e Francesco Stilo; Carmelo Barba è difeso dagli avvocati Antonio Porcelli e Giuseppe Bagnato.