Escalation di intimidazioni a Catanzaro, sette "avvertimenti" in due mesi
L'ultimo episodio si è verificato ieri. Due bottiglie incendiarie e un accendino rinvenuti davanti ad capannone recentemente acquisito da un'impresa edile
Un tempo era definiti l'isola felice, da un paio di mesi è costantemente nel mirino. Catanzaro è sempre più al centro della cronaca per via di una serie senza precedenti di intimidazioni ai danni di esercizi commerciali.
Escalation criminale. L'ultimo episodio si è verificato ieri e nel mirino è finita un'altra attività. Due bottiglie contenenti liquido infiammabile ed un accendino, contenuti in una busta di plastica, sono state lasciate davanti all'ingresso di un vecchio capannone della Coca Cola recentemente acquisito dalla Cotto Cusimano, un'impresa che opera nel settore della pavimentazione. L'ingresso è in comune con un autolavaggio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini per risalire agli autori del gesto anche se non ci sarebbe nessun dubbio sulla matrice. Per gli inquirenti si tratterebbe di un intimidazione a scopo estorsivo. Tra roghi dolosi, colpi di pistola e taniche di benzina è il settimo episodio in meno di due mesi.
Dalle operazioni alle intimidazioni. Alla base di questa escalation di intimidazioni potrebbe esserci secondo la lettura degli inquirenti un riposizionamento dei gruppi criminali sul territorio dopo le recenti operazioni che hanno portato all'arresto di numerosi big della criminalità organizzata locale, ritenuti tra l'altro referenti delle cosche sul territorio. Qualcuno, insomma, starebbe lavorando per coprire il vuoto creatosi o per far capire che nulla è cambiato nonostante i blitz dell'antimafia.
