Rimane stralciata la posizione di Pasquale Gullo, mentre per Francesco Genchi è stata bocciata la richiesta di rito abbreviato e mandato a processo

di GABRIELLA PASSARIELLO

Su 40 richieste di rito abbreviato, il gup del Tribunale di Catanzaro Giovanna Gioia ne ha ammessi 39, disponendo il rinvio a giudizio per altri sette imputati, tutti coinvolti nell’operazione della Dda di Catanzaro “Dioniso” contro un sodalizio mafioso che avrebbe avuto a Lamezia il completo controllo sullo spaccio di droga, venduta in tre piazze del territorio, quella di Ciampa di cavallo, Trempa e di Capizzaglie, in uno scenario che gli inquirenti non hanno esitato a paragonare a quello di “Gomorra”. Un’organizzazione che si sarebbe servita per il traffico di sostanze stupefacenti delle ‘ndrine della fascia jonica reggina, garanti dell’approvvigionamento di cocaina ed eroina, mentre la marijuana arrivava dalla Puglia e da canali albanesi e i cui proventi sarebbero serviti per il sostentamento degli affiliati detenuti e delle loro famiglie. Il gup non ha ammesso al rito abbreviato Francesco Genchi, 50 anni, rinviandolo a giudizio insieme a Peppino Festante, 41 anni, Maria Pia Renda, 53 anni; Roberto De Fazio, 41 anni, inteso “lo svizzero”; Antonio Gatto, 32 anni; Angela Gatto, 36 anni e Franco Franceschi, 48 anni, alias “lo sfregiato”. Il processo a loro carico inizierà il prossimo 6 marzo.

Ammessi al rito abbreviato. Il 6 febbraio è prevista la discussione del pubblico ministero della distrettuale Elio Romano per i 39 imputati ammessi al rito abbreviato. Si tratta di Nino Cerra, 69 anni, inteso “Il vecchio” e “Zu Nino”;Pasquale Torcasio, 48 anni; Vincenzo Torcasio, 37 anni; Pasquale Torcasio, 37 anni, inteso “Carrà e Cicciobello”; Antonio Gualtieri, 38 anni;Pasquale Carnovale, 31 anni; Cesare Gualtieri, 48 anni, alias “U bruttu”, “U Pazzu”; Nicola Gualtieri, 25 anni, inteso “Bomboletto”; Cesare Gualtieri, 39 anni; Sebastiano Strangio, 31 anni; Danilo Torcasio, 32 anni, inteso “u cultellaro”; Luca Torcasio, 34 anni;Silvia Mascaro, 27 anni; Antonio Torcasio, 66 anni;Teresa Estino, 60 anni; Francesco Tropea, 30 anni; Ivan Matti Altadonna, 40 anni; Giuseppe Gullo, 52 anni, alas “Pino” o “Pinuzzo”; Concetto Pasquale Franceschi, 50 anni; Antonio Franceschi, 23 anni; Giuseppe Dattilo, 47 anni, alias “Cabrini”; Fiorino Salvatore, 62 anni, alias “U’ Maruzzaru”; Stefano Frangione, 33 anni; Danilo Fiumara, 28 anni; Antonio Grande, 35 anni; Antonio Salatino, 51 anni; Pasquale Salatino, 29 anni; Antonio De Fazio, 41 anni; Aurelio Scalise, 48 anni; Lorenzo Cosentino, 27 anni; Vincenzo Ammendola, 41 anni; Eljon Hoxhaj, 35 anni; Carmela Profeta, 31 anni; Angela Patruno, 24 anni; Maurizio De Fazio, 53 anni; Pasquale Tedesco, 58 anni; Giovanni Pujia, 49 anni; Gaetano Larosa, 43 anni e Luciano Torcasio, 49 anni.

Posizione stralciata. Rimane stralciata la posizione di Pasquale Gullo per difetti di notifica nella richiesta di rinvio a giudizio. L’eccezione di nullità sollevata dall’avvocato difensore Antonio Larussa era stata accolta dal gup nell'udienza del 20 novembre scorso, disponendo la trasmissione degli atti in Procura.

L’inchiesta. Gli imputati sono stati raggiunti il 31 gennaio dell’anno scorso, da un’ordinanza di custodia cautelare, (24 dei quali in carcere e 23 ai domiciliari), firmata dal gip Carlo Saverio Ferraro. Tra questi esponenti di spicco sia del sodalizio Lametino come il capo storico Nino Cerra, di 69 anni e il 48enne Pasquale Torcasio, che del clan Reggino come Sebastiano Strangio. Il blitz, condotto dai carabinieri del Nucleo investigativo di Catanzaro in sinergia con la Compagnia di Lamezia Terme rappresenta una costola di due precedenti operazioni “Chimera 1” e “Chimera 2” in un’attività investigativa che si è avvalsa delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, tra i quali Luciano Arzente, Angelo Torcasio, Battista Cosentino, Rosario Cappello, Giuseppe Giampà e di un testimone di giustizia tossicodipendente che ha subito estorsioni da parte della cosca.