Provincia Vibo, lavoratori vigili sulla vertenza: "In una settimana risultati, altrimenti..."
Tutto resta fermo, sotto il profilo della protesta e dei risultati, alla Provincia di Vibo. Ma i lavoratori, ancora in agitazione, promettono di vigilare...
La protesta resta sospesa. E pure resta, ma in piedi, lo stato di agitazione. Per il momento si sceglie di non inasprire i toni, per non compromettere il buon esito della trattativa in atto. Questa, in estrema sintesi, la decisione assunta dall'assemblea dei lavoratori della Provincia di Vibo, riunitasi nella sala consiliare dell'Ente per la prima volta dopo quella ultima riunione, risalente al periodo pre-pasquale, in cui si decideva di sospendere le rivendicazioni per riprendere forze e fiato. Da quell'incontro sono passate appena un paio di settimane e un nuovo incontro si è reso necessario per i lavoratori, sempre più estenuati da una lotta che sembra essere senza fine.
La situazione attuale. I lavoratori in assemblea si sono mostrati da principio divisi sulla possibilità di intraprendere o meno una nuova forma di protesta. Tuttavia, un minimo di intervento, secondo tutti, è sembrato necessario, dal momento che all'appello ancora mancano le mensilità relative a gennaio, febbraio e marzo con aprile alle porte. L'assemblea ha mantenuto toni tutto sommato moderati, fatta eccezione per l'intervento - non consentito - del sindacalista Domenico Pafumi (Uil), al quale non è stata data la parola. "L'assemblea nasce come momento di confronto tra i lavoratori", hanno detto i dipendenti, rifiutando in questa sede, fatta eccezione per le rsu, altri interlocutori sindacali. "Abbiamo bisogno dello stipendio, altrimenti non abbiamo i soldi per mangiare", hanno tuonato i provinciali in affanno.
Le interlocuzioni in atto. Di notizie sostanziali non ne sono arrivate, in questo lasso di tempo, né da Roma né da Catanzaro. Ma si è in attesa, nell'arco di una quindicina di giorni, di novità. Il vice presidente dell'Ente Pasquale Fera ha chiarito i termini dell'interlocuzione avviata su più livelli. «Io – ha detto – ritengo che questo calvario non durerà più di 4-5 mesi. Stiamo lavorando a Roma per ottenere una rinegoziazione dei mutui; stiamo provvedendo al trasferimento del credito sportivo, con annesso mutuo di un milione e 300mila euro, alla Regione; abbiamo stilato una convenzione per il trasferimento di altre 38-39 unità alla Regione; stiamo provvedendo da tempo alla riduzione dei fitti». La speranza è quella di riuscire così a racimolare qualche soldo per garantire in futuro pagamenti certi e puntuali. Contestualmente alla Regione sono state formulate una serie di richieste, relative alla conclusione del percorso di trasformazione dell'Ente di aria vasta e all'ottenimento di somme non ancora riconosciute. Risposte dovrebbero arrivare in 15 giorni e, stavolta, gli stessi dipendenti hanno fissato i tempi da seguire: "Una settimana, o riprenderemo la protesta".
