A Vibo Valentia, c’è voglia di vivere le tradizioni con l’intensità di un tempo, di coniugare fede e pietas popolare, come sta accadendo sin dal venerdì con le sacre rappresentazioni della passione di Cristo.
E come sempre, nel giorno di Pasqua in migliaia in migliaia si sono dati appuntamento su corso Vittorio Emanuele per non perdersi la suggestiva rappresentazione sacra dell’Affruntata, tradizione secolare che ricostruisce l’incontro tra la Madonna ed il Cristo risorto.
I portatori, appartenenti all’antica Arciconfraternita del Rosario, si esercitano un anno intero per trovare la sincronia dei passi che ne rappresenti il senso: la corsa veloce e ritmata di S. Giovanni che per tre volte fa la spola tra la Madonna ed il figlio risorto, per annunciarle il lieto evento; il passo deciso del Cristo che si mostra nella grandezza della Resurrezione;
e la Madonna che dopo una prima esitazione si lancia in una corsa frenetica durante la quale, nel momento in cui vede il figlio perde il manto nero del lutto e risplendere con il suo abito azzurro simbolo di felicità e di fede celeste.
Tutto avviene in pochi minuti, a mezzogiono, lungo il corso Vittorio Emanuele, luogo prescelto non a caso, perché fino agli inizi del secolo scorso, qui aveva sede il convento delle monache di clausura delle Clarisse e solo così potevano assistere alla rappresentazione attraverso le grate delle finestre.
Sono attimi di emozione intensa, di tensione partecipata perché intorno alla riuscita dell’Affruntata vi è la credenza popolare che tutto andrà bene se la svelazione avverrà senza intoppi facendo ricadere una responsabilità enorme sugli uomini dell’arciconfraternita che si assumono l’onore di portare a spalla le statue!
Solo quando tutto si è concluso, tra lo scrosciare liberatorio degli applausi, ci si abbraccia felici e ci si fanno finalmente gli auguri: l’Affruntata è riuscita e le statue, una volta addobbate, possono partire per la processione per le vie della città