Favorirono latitanza di un esponente dei Gallace-Gallelli, tre condanne ridotte in Appello
Un'assoluzione e tre condanne ridotte. Questo il verdetto emesso della prima sezione penale della Corte d'appello di Milano nei confronti dei presunti favoreggiatori della latitanza di Vincenzo Vitale, considerato dagli inquirenti un esponente di spicco della cosca Gallace-Gallelli di Guardavalle e catturato dalla Squadra Mobile di Catanzaro nell'aprile del 2014 nell'hinterland milanese.
La sentenza. Assolto perché il fatto non sussiste Agazio Vetrano, 40 anni di Catanzaro (difeso dall'avvocato Vincenzo Cicino) e ridotte a un anno di reclusione le pene inflitte a Rosario e Salvatore Perronale, rispettivamente 54 e 30 anni di Santo Stefano Ticino (Milano); quattro mesi con non menzione della condanna per Cristian Perronale, 28 anni (tutti difesi dagli avvocati Ferraiuolo e Cicino). Confermata, invece, la pena emessa in primo grado per Salvatore Cesare Corea, 33 anni di Cuggiono (Milano), condannato a un anno e un mese di reclusione.
Operazione "Free Boat". Tutti e cinque erano accusati in concorso tra loro di favoreggiamento personale aggravato dal metodo mafioso per aver aiutato il latitante Vincenzo Vitale,destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta denominata "Free Boat" che aveva portato alla cattura di esponenti di spicco e affiliati della cosca di Guardavalle, accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione. Nella stessa operazione, alla quale ha partecipato la Squadra mobile di Milano, era stato arrestato anche un presunto fiancheggiatore di Vitale, accusato di avere favorito la sua latitanza in Lombardia. (m.f.)
