a Calabria si conferma tra le regioni italiane dove l’Assegno unico universale raggiunge gli importi medi più elevati. Secondo l’analisi elaborata dall’Istituto nazionale esperti contabili (Isnec) sui dati Inps relativi ai primi otto mesi del 2025, la provincia di Crotone guida la classifica nazionale con 202 euro al mese per famiglia, seguita a poca distanza da Reggio Calabria (199 euro), Vibo Valentia (194), Catanzaro (192) e Cosenza (191).

Nei primi otto mesi dell’anno, l’Assegno unico ha già distribuito 13,1 miliardi di euro alle famiglie italiane, avvicinandosi ai 19,9 miliardi erogati nell’intero 2024. Dietro le cifre aggregate emergono però profonde differenze territoriali: nel Mezzogiorno, dove i redditi e gli indicatori Isee risultano più bassi e le famiglie hanno mediamente più figli, gli importi sono più alti rispetto al Nord, dove la media scende anche sotto i 150 euro mensili. La Calabria riflette perfettamente questa tendenza. La regione conta un’alta percentuale di nuclei numerosi e redditi medio-bassi, elementi che determinano assegni più consistenti. Le stesse famiglie, inoltre, beneficiano delle maggiorazioni previste per i figli piccoli, per i nuclei con tre o più figli e per la presenza di minori con disabilità.

Nel 2025 l’importo dell’Assegno è stato adeguato all’inflazione (+0,8%) e aggiornato rispetto alle nuove soglie Isee, con la base di accesso portata a 17.227,33 euro. L’ammontare varia da un massimo di 201 euro mensili per figlio per chi presenta un Isee basso, fino a un minimo di 57,50 euro per chi supera i 45.939 euro o non presenta la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu). Per il 2026, la Manovra del Governo prevede ulteriori modifiche: una rivalutazione dell’1,7% e, soprattutto, l’esclusione della prima casa dal calcolo Isee, misura che potrebbe favorire molte famiglie calabresi. Secondo le stime, l’aumento medio sarà di circa 10 euro mensili per oltre 2,6 milioni di figli, con vantaggi più evidenti per i nuclei numerosi.

Nonostante i miglioramenti, l’Assegno unico continua a evidenziare un’Italia a due velocità: al Sud importi più alti ma redditi più bassi, al Nord assegni ridotti ma costo della vita più elevato. In Calabria, tuttavia, la misura rappresenta una risorsa fondamentale per il sostegno alla genitorialità, in un contesto economico dove ogni aiuto al reddito può fare la differenza.