Nella Media che era stata data "per spacciata" la svolta con l'insegnante arrivata dalla Garibaldi dove aveva lavorato per vent'anni

Porta la firma di una vibonese la rinascita di quella che era la "scuola dei bulli". Si chiama Maria Teresa Furci (nella foto tratta da "La Stampa"), madre di quattro figli, vincitrice del concorso del 2011 che, dopo essere stata per vent’anni insegnante di violino alla scuola media Garibaldi di Vibo Valentia, ha dimostrato che niente è perduto quando è di giovani e futuro che si parla. E a Torino, nella media di Borgo San Paolo, l'insegnante di violino ha costruito una scuola a misura di ragazzo. Un'eccellenza del Sud che ha saputo cogliere il volto buono della scuola, dando voce a quei ragazzi che, forse, esprimevano solo un disagio. Lì dove anche creare una classe lo scorso anno era stato un problema. Una ricetta la sua, fatta di didattica innovativa, una scuola in "movimento", in ascolto, pronta a tendere la mano ma senza compromessi. Dimostrazione che volere è potere, quando c'è impegno e passione, amore per un mestiere che non è solo un lavoro.

Il racconto. Di Maria Teresa Furci nei giorni scorsi ha scritto "La Stampa", una pagina per raccontare una storia positiva di scuola. Alla vigilia dell'inaugurazione dell'anno scolastico della media Drovetti che "era stata data per spacciata", almeno fino al 2016 e all'incontro con la nuova dirigente. Perché nella scuola dei bulli, dove violenza e arroganza sembravano essere l'unico percorso di vita conosciuto, la Furci ha dimostrato che una strada esiste. "Sono andata alla Drovetti – ha raccontato la nuova dirigente al giornale di Torino - per gli esami di terza media e allora, pur rendendomi conto delle difficoltà, ho visto le potenzialità di sviluppo. In primo luogo, il quartiere, poi la grande capacità di accoglienza di alcuni insegnanti, il desiderio di riscatto". Da qui, la scelta nel momento in cui la scuola era rimasta senza dirigente e lei l’ha chiesta in reggenza. Sicurezza in primo piano in agenda e, in questa direzione, si è messa a lavorare. Pronta all'ascolto dei bulli ma con rigore. "Ho fatto leggere agli studenti il patto di corresponsabilità" e così ha chiamato ognuno a svolgere il suo ruolo. Insegnanti, genitori, alunni. Nel nome della sinergia, nel rispetto delle parti, e tutto basato sulla fiducia.

La musica. Anche la musica ha avuto il suo ruolo. Musica come crescita, ascolto, unione, regole. Grazie all'indirizzo musicale, infatti, è stato creato anche il coro "che si è esibito in tante occasioni con l’orchestra delle medie. Nelle famiglie della primaria è nata la fiducia, hanno visto da vicino che sono ragazzi come tutti". Piccoli passi che hanno fatto la differenza. E la differenza è quella data dai numeri con le iscrizioni che lo scorso febbraio hanno toccato quota 52. Piccoli passi per un successo che è stato raggiunto, giorno dopo giorno, per una scuola che è tornata ad essere la seconda casa. Un'altra famiglia. La rinascita che porta il nome di Maria Teresa Furci.