Il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, con il supporto dei Comandi provinciali di Benevento, Lecce, Milano, Nuoro, Palermo, Reggio Calabria, Santa Maria Capua Vetere e Ventimiglia, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 26 persone. L’operazione, denominata “Res Tauro”, è stata disposta dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, riciclaggio e autoriciclaggio, detenzione illegale di armi, turbata libertà degli incanti, trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento personale, aggravati dal metodo mafioso.

Al centro dell’indagine c’è la cosca Piromalli, storica articolazione della ’ndrangheta con ramificazioni strategiche e operative importanti sul territorio. Secondo gli investigatori, Giuseppe Piromalli, 80 anni, già detenuto per 22 anni al 41 bis e recentemente scarcerato nel 2021, avrebbe ripreso la guida del clan, riaffermando il controllo sul territorio attraverso estorsioni a imprenditori e operatori commerciali e manipolando aste giudiziarie per acquisire beni di interesse della cosca.

I sequestri.
Contestualmente alle misure personali, i militari del ROS hanno eseguito sequestri preventivi di urgenza su 6 immobili, 16 appezzamenti di terreno, 3 imprese individuali e 2 imprese agricole per un valore stimato di 3 milioni di euro. Due ulteriori misure di prevenzione patrimoniale, riguardanti beni mobili, immobili e rapporti bancari per oltre 4 milioni di euro, hanno interessato Piromalli Giuseppe e il suo braccio destro Zito Antonio.

Le indagini hanno evidenziato come i proventi illeciti del clan siano stati reinvestiti in attività economiche locali, in particolare nel settore agricolo, creando un sistema strutturato di riciclaggio e autoriciclaggio.

Tutti i provvedimenti sono stati adottati nella fase delle indagini preliminari: fino a sentenza definitiva, gli indagati sono da considerarsi innocenti.