La Calabria emerge come uno dei punti di approvvigionamento dell’organizzazione criminale sgominata dai Carabinieri nell’ambito dell’operazione “The Wall”, coordinata dalle Dda di Caltanissetta e Firenze. Il gruppo, accusato di traffico di droga e porto abusivo di armi con l’aggravante mafiosa, avrebbe acquistato stupefacenti anche in territorio calabrese, oltre che in Lombardia, Liguria e Palermo.

L’indagine, che ha portato a 15 misure cautelari (13 in carcere, 2 ai domiciliari), ha documentato l’utilizzo di droni per introdurre droga e telefonini nelle carceri, e il coinvolgimento di soggetti già detenuti. Il sodalizio criminale era contiguo alla cosca Rinzivillo di Gela, ma operava su scala interregionale, con ramificazioni anche in Calabria.

Tra i beni sequestrati: una pistola Beretta con matricola abrasa, munizioni, oltre un chilo di hashish e 121 grammi di cocaina. L’organizzazione gestiva una “cassa comune” per finanziare attività illecite e sostenere i detenuti.