Blitz anti ndrangheta in Calabria, Gratteri: "Giornata importante per la Calabria"
Una crescita criminale esponenziale e che ha permesso di salire i gradini di importanza, nell'ambito, ad un clan di etnia rom di Catanzaro. Un clan venuto a galla grazie ad un’inchiesta della polizia coordinata dalla Dda di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri. Una maxi operazione che ha portato a sessantadue arresti a carico di un’organizzazione da tempo attiva nell’area sud di Catanzaro, nel quadrante dei quartieri Pistoia, Aranceto e Lido, un’organizzazione un tempo "manovalanza” delle cosche del Crotone, di Isola Capo Rizzuto e di Cutro in particolare.
In una conferenza stampa nella sede della Procura di Catanzaro è stata ricostruita la graduale crescita del clan rom Bevilacqua-Passalacqua, che dal 2015 ha iniziato a rivendicare spazi di autonomia con una serie di reati, anche di omicidi (almeno due quelli censiti dagli inquirenti), e con una potenza militare ragguardevole alla quale la ‘ndrangheta tradizionale, strategicamente, ha deciso a un certo punto di non contrapporsi puntando su una nuova sinergia su basi paritarie e autonome. Le parole di Gratteri: "Una giornata importante per Catanzaro”, mentre è sullo stesso piano anche Francesco Messina, direttore centrale anticrimine della polizia: "L’offensività e l’aggressività di questo gruppo di etnia rom che arriva a scontrarsi faccia a faccia con le storiche cosche del territorio ma anche la capacità della ‘ndrangheta di gestire al meglio una situazione di criticità. Ma c'è da sottolineare anche un altro dato, e cioè il fatto che per la prima volta, davanti a una massiva estorsione ci sono imprenditori che stavolta decidono di reagire al condizionamento mafioso".

