“Basta, basta, basta. La misura non è colma, è stracolma. Anzi, la misura è, letteralmente, straripata. C’è, in rete, un video, che immortala, in una sala operatoria dell’Ospedale di Cosenza, immagini, terribilmente, terrificanti. Da Ospedale del Burundi“.

La denuncia arriva dal presidente del consiglio comunale di Cosenza, Giuseppe Mazzuca.

“C’è una mosca che si poggia su un camice verde, probabilmente, quello, che indossa il chirurgo chino sul tavolo operatorio, sul quale è disteso, verosimilmente,  il paziente sottoposto a intervento. C’è, verosimilmente, una infermiera, che si aggira nel reparto operatorio,  indossando scarpe da ginnastica, sprovvista di ogni indumento sterile. Siamo al cospetto della più pura follia, della più esecranda oscenità. Di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di una mosca in sala operatoria. Ma ci  si rende conto di che cosa stiamo parlando? Una mosca, in sala operatoria vuol dire che, quella sala operatoria, è una incubatrice di morte per setticemia. E, allora basta, basta, basta. E il video, fino a questo momento, – incredibile a dirsi e a credersi – non è stato smentito da nessuno. E allora delle due, l’una: o il Commissario ad acta della sanità per la regione Calabria, entro un’ora, con documenti alla mano, smentisce la veridicità di quel video o lo stesso Commissario, nello stesso termine perentorio di un’ora, deve dimettersi dalla carica e, contestualmente, deve destituire il Commissario dell’Azienda ospedaliera di Cosenza. La mosca, in sala operatoria, non ammette scusanti. E’ un fatto orripilante", conclude Mazzuca.



Non è tardata la replica del commissario dell'Azienda ospedaliera di Cosenza, Vitaliano De Salazar. "Troppo facile - spiega - sarebbe per me affermare con prove certe che la “famosa mosca” non riguarda la mia gestione. Con la massima precisione e come risulta dai verbali dell’audit, fatti a suo tempo, l’evento  risale a luglio 2022. Ma con altrettanta franchezza si è trattato di un evento durato qualche minuto a causa di una inopportuna apertura della finestra del corridoio antistante le sale operatorie, ergo nessun rischio biologico per il paziente. Il sol aver evidenziato in un verbale di audit tale evento dimostra il grado di attenzione ed il continuo monitoraggio della sicurezza delle sale operatorie nonché la capacità di resilienza dell’ Ospedale”.