Bicinsieme, il ciclo-viaggio fa tappa ad Aci Trezza
In sella alle loro biciclette sono partiti da San Costantino Calabro per un ciclo viaggio che li ha portati nella vicina Sicilia e precisamente nella terra dei malavoglia ad Aci Trezza, meraviglioso borgo marinaro. Fu il paese in cui Giovanni Verga ambientò il famoso romanzo I Malavoglia (1881) e nel quale, nel 1948, venne girato il film ad esso ispirato La terra trema di Luchino Visconti e Antonio Pietrangeli, capolavoro del neorealismo realizzato con attori non professionisti abitanti del luogo. Sono Nicola e Gerardo del gruppo Bicinsieme Paesaggi in Movimento di San Costantino Calabro, guidato da Raffael Mancuso, che hanno portato a termine l’impresa: un viaggio lungo 172 km fino a raggiungere la cittadina di Aci Trezza, panorami mozzafiato li hanno accompagnati lungo tutto il percorso, fino all’ arrivo nel borgo di Aci Trezza. Il panorama di Aci Trezza è dominato dai faraglioni dei Ciclopi: otto pittoreschi scogli basaltici che, secondo la leggenda, furono lanciati da Polifemo ad Ulisse durante la sua fuga. Poco distante dalla costa (a circa 400 m di distanza), è presente l'isola Lachea, identificata con l'omerica isola delle Capre.
Una bella e lunga pedalata quella di Nicola e Gerardo che nonostante le condizioni meteo avverse alla partenza non hanno desistito e chilometro dopo chilometro sono arrivati in terra di Sicilia accolti da un caldo sole autunnale che ha consentito loro di portare a termine il ciclo-viaggio godendo ogni attimo di questa meravigliosa avventura. E’ questo il senso del cicloviaggiatore: “Si diventa pellegrino, forestiero, clandestino, e ancora: un viandante, colui che va per la via e che dalla via si fa attraversare. La festa della danza del pedale, dei piedi e degli sguardi sulla via, della via che si fa danza e della danza che si fa via, una baldoria di umanità, visioni e speranze accessibile a quelli che Ernst Bloch chiamava i “sognatori diurni”. Una festa del sogno ad occhi aperti, nel quale non ci sono malie o allucinazioni, né senso di oppressione, ma castelli in aria che sono veri e propri progetti di una vita migliore per se stessi e per gli altri.” "Sono queste le emozioni che regala la bicicletta compagna fidata nel lungo viaggio, che diventa metafora di vita, si è vero per stare in equilibrio bisogna muoversi. Muoversi verso nuovi traguardi, nuove mete. La Viandanza… elogio dell’arte e della bellezza del pedalare, girovagare e pellegrinare. Elogio della lentezza, del viaggiare nella natura e nelle nostre anime. La bellezza e l’arte di stare insieme, di fare, sognare e progettare insieme. Di Essere insieme. Con rispetto, leggerezza e gentilezza. Di raccontare ma soprattutto di ascoltare. Di esporre idee e pensieri senza voler con-vincere, ma co- involgere, senza voler primeggiare ma con-dividere. Dove ognuno ha portato la sua storia, e con essa il suo Essere, raccontata, cantata, suonata". Esperienza conclusa con entusiasmo da Nicola e Gerado che rientrano dalla Sicilia stanchi ma felici per aver vissuto attimi di straordinaria bellezza consapevoli che viaggiare è piu’ bello che arrivare.
