Il Comune di Vibo chiude attività commerciale: scatta lo stop dopo l'interdittiva antimafia
Il provvedimento dispone la cessazione degli effetti della Scia per un negozio di abbigliamento. Atto vincolato dopo la nota della Prefettura
Linea dura e tolleranza zero sul fronte della legalità nel settore commerciale a Vibo Valentia. Con un’ordinanza dirigenziale (la n. 3 del 18 maggio 2026) emanata dal Settore 4 (Territorio, Pianificazione Urbanistica, Commercio e Attività Produttive - Servizio SUAP), il Comune ha disposto l’immediato divieto di prosecuzione dell’attività commerciale e la contestuale cessazione degli effetti della SCIA per un noto punto vendita di abbigliamento ed accessori cittadino.
Il provvedimento della Prefettura e la perdita dei requisiti
Il provvedimento, firmato dal dirigente Dott. Domenico Libero Scuglia , è scattato in seguito a una nota formale della Prefettura U.T.G. di Vibo Valentia datata 21 aprile 2026. La Prefettura ha infatti comunicato l'emissione di un provvedimento interdittivo antimafia ai sensi del D.Lgs. 159/2011 nei confronti della società che gestiva l'attività commerciale. L'interdittiva antimafia, come specificato nell'atto del Comune, comporta l'immediata e sopravvenuta perdita dei requisiti soggettivi minimi e necessari per poter esercitare qualsiasi tipo di attività commerciale sul territorio, così come previsto dall'art. 71 del D.Lgs. n. 59/2010.
Respinta la memoria difensiva: "Atto dovuto e vincolato"
Prima di arrivare alla chiusura definitiva, l'amministrazione comunale aveva regolarmente avviato l'iter procedimentale (ex Legge 241/90), ricevendo e valutando anche le memorie difensive presentate dai legali della società. Tuttavia, gli elementi addotti dalla difesa non sono stati ritenuti idonei a ribaltare la situazione. Il Comune ha chiarito che l'informazione antimafia ha una natura strettamente vincolante. Anche l'eventuale ricorso al TAR da parte dei privati non sospende automaticamente l'efficacia del provvedimento prefettizio, a meno di esplicite tutele cautelari concesse dai giudici. Di conseguenza, Palazzo Luigi Razza non ha potuto fare altro che prendere atto della situazione: "Nel caso specifico può essere disposta la chiusura dell'esercizio commerciale ed il provvedimento costituisce un atto dovuto e del tutto vincolato".
Le sanzioni in caso di inottemperanza
L'ordinanza del Dirigente vieta espressamente la prosecuzione della vendita e ordina la cessazione di ogni attività collegata alla vecchia SCIA di subingresso risalente al 2016. I titolari sono stati avvertiti: in caso di mancato rispetto del provvedimento e di prosecuzione abusiva delle vendite, scatterà il deferimento all'Autorità Giudiziaria ai sensi dell'articolo 650 del Codice Penale (inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità) , con la conseguente esecuzione d'ufficio della chiusura tramite la forza pubblica. L’atto è stato trasmesso per i controlli di competenza al Comando di Polizia Locale di Vibo Valentia, all'ASP, alla Prefettura e a tutte le Forze dell'Ordine operanti sul territorio. Contro la decisione del Comune, la società potrà presentare ricorso al TAR entro 60 giorni o, in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
