"Un anno fa, noi di Rifondazione Comunista - insieme a un esiguo numero di cittadine e cittadini vibonesi, superstiti di quella virulenta malattia endemica che, nei decenni, non ha risparmiato la buona politica, la democrazia partecipata, l’attivismo e la buona amministrazione - ci domandavamo: «Quo vadis, Vibo?». Esordiscono cosi i dirigenti Prc di Vibo, Marcella Murabito, Gregorio Greco e Caterina Muraca.

"Questi valori - ovvero, il senso civico, la tutela del patrimonio e la bellezza sono stati progressivamente abbattuti, uno alla volta, come i pini di Piazza Salvemini; a guidare la città sono, infatti, ben altri canoni, logiche e disegni, che esperti “gran maestri” ripropongono sistematicamente ai vibonesi. È proprio questo “sistema Vibo” che volevamo -insistono - almeno in parte, scalfire, candidandoci. Un intento forse dettato da una sopravvalutazione delle nostre forze elettorali, ma anche, e soprattutto, di quelle residue di un corpo sociale ormai sfibrato.

Oggi, a un anno dall’insediamento della nuova amministrazione, non possiamo che sintetizzare l’operato della Giunta Romeo con la celebre frase di gattopardiana memoria: «Tutto cambia perché nulla cambi».

Non sono cambiati i dirigenti comunali, responsabili unici degli scellerati progetti a firma centrodestra, tanto contestati in campagna elettorale; non è ancora possibile prevedere a quando la prima stagione del Teatro comunale, solo una farsesca (ed abusiva) inaugurazione a cui nessuna figura istituzionale si è sottratta; le scale mobili non sono ancora fruibili; la Villa comunale “N. Cremona” e il Parco delle Rimembranze restano abbandonati all’incuria, per non parlare di Villa Gagliardi che, fresca di restyling costato ben 900.000 € dei contribuenti, a parte qualche tavolino e qualche ramo tagliato ancora presente sul terreno insieme a contenitori di vernice usata, non appare rinnovata né migliorata in modo sostanziale. Non diversa la situazione nella gestione dei RSU, nessun piano adeguato sia per quanto riguarda la raccolta ed il trattamento, sia per quanto al più delicato tema della tutela del territorio.

Le scuole delle frazioni e di Vibo Centro, restano nel limbo dell’incertezza, tra l’ipotesi del rientro e quella di ulteriori fitti passivi pagati ai privati; calato il silenzio sulle sorti future del Sistema bibliotecario vibonese, che sebbene non di competenza comunale, vista l’importanza, avrebbe richiesto un’attenzione rigorosa da parte dell’amministrazione; certa e confermata, invece, l’assegnazione ad uso esclusivo della biblioteca comunale all’Associazione Valentia, riconducibile al consigliere Lo Bianco. I ricostituiti comitati per l’acqua pubblica e “potabile” sono stati lasciati annegare nei fiumi di parole del segretario particolare del sindaco, già suo responsabile della comunicazione elettorale, in un’operazione sartoriale di dubbia fattura.

Insomma, assegnazioni, incarichi e scelta dei contraenti continuano ad essere fatte in spregio ai principi di buon andamento, correttezza, imparzialità.

Eppure, soluzioni ai tanti problemi che attanagliano Vibo -sottolineano  - potrebbero essere trovate e messe in pratica, se solo questa amministrazione adottasse misure concrete ed immediate, mettendo al centro del proprio operato la città ed i suoi cittadini, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e partecipazione, auspichiamo un’amministrazione accessibile e controllabile, e un utilizzo più responsabile degli spazi e delle risorse pubbliche.

Rivendichiamo un Consiglio comunale libero da condizionamenti esterni: non è accettabile che consiglieri e gruppi consiliari siano sponsorizzati ed “ispirati” ovvero assoggettati a imprenditori privati. Non dovrebbe essere sopportabile da una comunità, che le maggioranze nascano e cadano in virtù, non di un esercizio democratico del mandato che per legge ogni consiglieri deve esercitare in piena autonomia e indipendenza, ma siano frutto di vincoli e pressioni esterne e privatistiche.

Possiamo noi comunisti rassegnarci al pessimismo? No. Non è nella nostra natura. Continueremo -concludono - a cercare segnali di cambiamento in questa maggioranza “nata stanca” ed a portare in ogni sede istituzionale le proposte che qui ribadiamo, affinché Vibo Valentia possa finalmente intraprendere un percorso di rinascita civile, politica e sociale".