Vibo, le strisce blu e il Consiglio comunale. M5S: "La maggioranza non discute e scappa"
"Ancora una volta la maggioranza al Consiglio Comunale di Vibo Valentia scappa quando occorre discutere sulle strisce Blu". E' quanto affermano in una nota i consiglieri comunali del Movimento Cinquestelle Domenico e Luisa Santoro. "Anche nel Consiglio di sabato la proposta di rimodulazione degli stalli in favore dei commercianti, fatta dalla minoranza (M5S, PD e Comito), non è stata discussa per assenza del numero legale fatto decadere dai gruppi di maggioranza".
La proposta richiedeva di rialloggiare le strisce blu ed in particolare di predisporre le bianche a tempo innanzi ogni piccolo negozio, uffici, studi sanitari e farmacie. Inoltre una riconfigurazione per piazza municipio e una particolare sistemazione davanti alle scuole. "Si tratta di una maggioranza - sottolineano i "grillini" - che a parole ricerca il rapporto con la minoranza, ma solo sulle proprie proposte, mentre gli Ordini del Giorno della minoranza li relega sempre alla fine della discussione e puntualmente o le boccia o ne fa saltare la discussione. In particolare l’attuale conformazione delle strisce blu sono invise alla popolazione, non aiutano la fluidità del traffico e danneggiano i commercianti. Quest’ultimi più volte hanno richiesto un segnale concreto per la loro crisi e, anche se piccola, la rimodulazione delle strisce blu poteva iniziare un percorso nuovo".
A parere del M5S, la crisi del centro urbano viene da lontano, ad iniziare dalla scelta di localizzare il nuovo Teatro in periferia e di spostare le funzioni pubbliche dal centro. "In particolare - concludono i due consiglieri comunali del Movimento Cinquestelle - vi è il progetto in itinere del nuovo “mercato rionale” di Moderata Durant che darebbe la “mazzata” decisiva alla morte del centro urbano. I dati statistici sulla materia ci dicono che la crisi, sia pur generalizzata in Italia, si supera quando i centri commerciali hanno al loro interno il settore ludico, dei giochi, e quello del Food. Ma per far ciò occorre una rivisitazione dell’urbanistica, dei lavori pubblici e perfino delle norme d’uso delle edicole che devono essere autorizzate ad accoppiare altre modalità economiche. Ma di tutto questo, ci chiediamo, quando la maggioranza sarà pronta a discutere?"
