È ormai da oltre due anni chiuso l’ambulatorio infermieristico della Cittadella regionale. A denunciare il disservizio è il sindacato Csa-Cisal, il quale nel riportare la notizia del malore di una dipendente regionale non può che rimarcare l’assenza dell’importante presidio. Nel dettaglio, una dipendente del dipartimento “Turismo” è stata colta, qualche giorno fa, da malessere da rendere necessario l’intervento del 118.

“Occorre precisare – fa notare il sindacato – che l’intervento del servizio emergenza urgenza è stato tempestivo, tant’è che alle ore 13.37 l’équipe di sanitari giunta sul posto era già con la dipendente che veniva sottoposta a primi sommari esami (controllo glicemico, controllo della pressione arteriosa ed elettrocardiogramma). Alla fine, l’ipotesi più accreditata dagli operatori sanitari è che si trattasse di un episodio di lipotimia. Tuttavia, poiché la situazione andava approfondita, si è deciso ugualmente di procedere con l’ospedalizzazione della dipendente. Va aggiunto che la stessa lavoratrice si è recentemente – in data 9 aprile 2021 – sottoposta ad un intervento che ha comportato l’installazione di un dispositivo cardiaco (ICM) presso l’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro. Dunque, si trattava di una dipendente potenzialmente fragile”.

Tuttavia, aggiunge: “È una vergogna che pur in presenza di una struttura logisticamente presente nella Cittadella regionale non sia possibile la fruizione dell’ambulatorio infermieristico. Non è ben chiaro quale sia il motivo ostativo per cui ancora oggi non è stato ripristinato. Non avere la possibilità, in casi così urgenti – come questo del 14 dicembre - quantomeno di prestare un primo soccorso e verificare i parametri vitali è un insulto al buon senso”. Già la scorsa estate il sindacato Csa-Cisal aveva chiesto a gran voce la riattivazione dell’ambulatorio infermieristico che era stato inaugurato nel 2016 e che, finché operativo, costituiva un punto su cui i dipendenti regionali potevano contare in caso di bisogno.

“Chiediamo – conclude il sindacato Csa-Cisal – al presidente della Giunta Roberto Occhiuto di mettere mano a questa indecorosa situazione della Cittadella regionale. Non è possibile che i lavoratori non possano contare su un presidio che serve a tutelare la salute dei dipendenti, soprattutto perché già c’è ma rimane misteriosamente avvolto nella polvere. Nel caso in cui la situazione non dovesse sbloccarsi, il sindacato non esclude l’adozione di misure fortemente simboliche e rappresentative al fine di ripristinare il presidio di sicurezza per i lavoratori. Non aspetteremo che succeda una tragedia”.