La Corte Suprema ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati di Francesco Olivieri, arrestato dalla Squadra mobile di Vibo l'11 luglio del 2015

La IV^ sezione della Suprema Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati Mario Santambrogio e Francesco Capria, ha annullato senza rinvio la sentenza emessa dalla prima sezione della Corte di Appello di Catanzaro nei confronti di Francesco Olivieri. Quest’ultimo era stato arrestato l’11 luglio 2015 all’ esito di un’operazione condotta dalla Squadra mobile di Vibo Valentia, sezione antidroga, che lo aveva colto in flagranza di reato, mentre si apprestava all’irrigazione di una piantagione di marijuana. In quell’occasione, gli agenti della della Questura di Vibo sequestravano oltre 500 piante di canapa indiana, alte oltre due metri, da cui, si era accertato, era possibile ricavare circa 4.267 dosi. Contestualmente venivano rinvenuti una notevole quantità di semi e altro materiale necessario per la coltivazione, pronti per essere utilizzati in terreno limitrofo.

La IV^ Sezione della Suprema Corte di Cassazione, condividendo le argomentazioni prospettategli dai difensori di fiducia di Olivieri, riguardanti la errata determinazione della pena irrogata all’esito del giudizio di secondo grado, si è pronunciata con giudizio rescissorio è, contestualmente, rideterminava la pena in anni uno e mesi sei e venti giorni.