"La sentenza del Tar di Catanzaro n. 667 del 10 aprile dispone il mio rientro nell’assise comunale e l’immediata decadenza di Claudia Gioia. Il motivo è semplice: avevo preso più voti. E ciò è stato attestato oggi dal provvedimento dei giudici amministrativi, ma sin dal luglio dello scorso anno dalla presidente della Commissione Elettorale, Tiziana Macrì, e poi, più di recente, dalla Prefettura di Vibo Valentia".

E' quanto commenta Giuseppe Russo, neo consigliere comunale. "Questo è il dato giuridico, ottenuto grazie al prezioso lavoro dei miei avvocati Francesco Lione, Alessandro Cuccione e Francesco Casuscelli. Il dato politico è che Claudia Gioia è stata per mesi ostinatamente attaccata all’agognata poltrona, un’abusiva in consiglio comunale, malconsigliata e, spesso, eterodiretta dal suo “dominus politico” e collega di studio, Stefano Luciano, oggi coordinatore provinciale del suo ennesimo partito politico, l’Udc. E’ giusto, quindi, che la città sia a conoscenza di chi fa politica per perpetrare il potere e chi, invece, lo fa (e lo farà) con dedizione e attenzione alle esigenze dei cittadini. Proposito che mi prometto di portare avanti come già fatto in passato (premiato dagli elettori). Non solo, è chiaro che il “duo politico” Luciano-Gioia con questa sentenza abbia incassato l’ennesimo flop, oltre quello avuto dalla lista “Vibo Unica” alle ultime comunali, che è stata penalizzata dalle scelte dell’ultim’ora e dal sogno di essere vicesindaco del sedicente leader della lista. Un sogno che è ben lontano dal realizzarsi, essendo ben più concrete le pernacchie degli elettori e dell’intera politica locale. Spiace che l’odierna “scudocrociata” Claudia Gioia abbia “bruciato” le sue (seppur non macroscopiche) potenzialità politiche per fare la gregaria di uno “stuntman” che l’ha portata (politicamente) a sbattere certificando il loro fallimento politico. Per quanto mi riguarda, da oggi sarò ventre a terra a lavorare, come sempre, per i miei concittadini vibonesi", conclude Giuseppe Russo.