Coronavirus, il contagio in 10 giorni. La curva più alta è in Calabria
In dieci giorni è (quasi) arrivata l'Apocalisse. Non è una considerazione dettata dall'esagerazione comunicativa, ma la presa atto della nuda e cruda realtà
Oggi, venerdì 20 marzo, la situazione legata all'emergenza coronavirus in Italia ha registrato questi numeri:
Totale positivi 47021
Totale deceduti 4032
Totale guariti 5129
Numeri impressionati, numeri che devono far riflettere sia in valore assoluto, ma, soprattutto, se comparati al dato di appena dieci giorni fa del 10 marzo.
Martedì 10 marzo la situazione legata all'emergenza coronavirus in Italia ha registrato questi numeri:
Totale positivi 10149
Totale deceduti 631
Totale guariti 1004
In dieci giorni i numeri di questi tre indicatori hanno registrato un aumento vertiginoso. E se il totale dei guariti è un dato certamente positivo, quello dei positivi e dei deceduti è un dato che fa veramente rabbrividire. Il dato dei contagiati si è quasi quintuplicato, mentre il dato dei deceduti è cresciuto quasi sette volte tanto rispetto al numero registrato appena 10 giorni fa. Numeri impressionati.
La ripartizione regionale al 20 marzo
LOMBARDIA - 22264
EMILIA ROMAGNA - 5968
VENETO - 4031
PIEMONTE - 3461
MARCHE - 1981
TOSCANA - 1793
LIGURIA - 1221
TRENTINO ALTO ADIGE - 1190
LAZIO - 1008
CAMPANIA - 749
FRIULI - 656
PUGLIA - 581
ABRUZZO 449
SICILIA 408
UMBRIA 395
SARDEGNA 293
VALLE D'AOSTA 264
CALABRIA 207
BASILICATA 52
MOLISE 50
La ripartizione regionale al 10 marzo
LOMBARDIA - 5791
EMILIA ROMAGNA - 1533
VENETO 856
PIEMONTE 453
MARCHE 394
TOSCANA 264
LIGURIA 141
CAMPANIA 127
LAZIO 116
FRIULI 116
TRENTINO ALTO ADIGE 90
SICILIA 62
PUGLIA 59
ABRUZZO 38
UMBRIA 37
SARDEGNA 20
VALLE D'AOSTA 17
MOLISE 15
CALABRIA 13
BASILICATA 7
Come è facile intuire, la Lombardia ha quasi quintuplicato il numero dei contagi, così come le Marche.
L'incremento più alto è però della Calabria che è cresciuta esattamente sedici volte tanto rispetto al numero registrato dieci giorni fa (insieme alla Valle d'Aosta) A ruota il Trentino Alto Adige che ha un numero di contagi cresciuto di più di tredici volte tanto rispetto dieci giorni fa. Male anche l'Abruzzo che in dieci giorni ha è passato da 38 contagi a 449. E ancora, il Lazio che ha un numero quasi nove più volte grande rispetto a dieci giorni fa così come la Liguria e la Puglia. Poi il Piemonte che ha un numero quasi otto volte più grande rispetto a dieci giorni fa, così come la Toscana.
Cosa significano questi numeri? La Calabria ha ancora, relativamente, pochi contagiati, ma occorre fare i conti anche con il numero di tamponi effettuato. Nella nostra regione i numeri non sono paragonabili a quelli di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, ma i numeri, in valore assoluto, non mentono ed occorre tenere conto di questo trend da qui in avanti. Senza troppo spavento ed allarmismo, ma sapendo che occorre essere rigidi.
E' chiaro che soprattutto in determinate aree, vedasi Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige, questo numero è notevolmente lievitato quasi per un'unica ragione: l'assalto dei vacanzieri nei primi giorni di chiusura delle scuole in Lombardia e Veneto con tantissime famiglie che, in maniera incosciente e anche inconsapevole, hanno provato la via di fuga sulla neve.
Mentre nella nostra regione, se il numero è aumentato di sedici volte in dieci giorni è riconducibile al 90% ad una sola ragione: il ritorno in massa in Calabria dei calabresi del Nord.
Prossimo capitolo. la curva del contagio provincia per provincia.
