'Ndrangheta, niente ricorso contro i Vrenna: finisce il calvario per il Crotone Calcio
La Procura Generale di Catanzaro rinuncia al ricorso in Cassazione contro la sentenza che ha rigettato la richiesta di confisca per tutte le aziende del gruppo titolare della società pitagorica
Per la famiglia Vrenna è la fine di un calvario. Un vero e proprio sospiro di sollievo. La Procura Generale di Catanzaro rinuncia al ricorso in Cassazione contro la sentenza che ha rigettato la richiesta di confisca per tutte le aziende del gruppo Vrenna, incluso il Crotone calcio. "Si chiude proprio alla vigilia di Natale e per sempre, questo capitolo. I due imprenditori sono per lo Stato e la Giustizia italiani immuni da qualunque censura riferibile a presunti rapporti con la criminalità organizzata della quale hanno invece subito le violenze", scrivono i legali dei Vrenna, Francesco Verri e Francesco Gambardella. La Corte ha giudicato insufficienti gli elementi messi insieme dalla Procura generale per dimostrare la colpevolezza dei Vrenna e la loro vicinanza alle cosche Vrenna-Corigliano-Bonaventura. Un modo per ridimensionare pesantemente anche le dichiarazioni del collaboratori di giustizia. Tra gli elementi che hanno scagionato i Vrenna, uno su tutti: l'attentato finalizzato a gambizzare Raffaele Vrenna e progettato da Nicolino Grande Aracri. Episodio non isolato, ma accompagnato da numerosi attentati e danneggiamenti. Per i giudici, Raffaele Vrenna non solo è "vittima del sistema di criminalità organizzata radicato nei territori coinvolti dalle sue attività imprenditoriali", ma anche "parafulmine sia dei dissidi interni all'omonima cosca, sia dei contrasti fra le cosche rivali"
