Una male terribile si è portato via Antonio Francolino, persona riservata e benvoluta, che viveva nella comunità di Pizzo Calabro. La sua malattia, purtroppo, non gli ha dato scampo. Ma alla notizia della sua prematura scomparsa, sui social, è stata una vera e propria pioggia di commenti e di partecipazione collettiva al dolore della famiglia.

"Ci sono notizie -scrive sulla pagina Pizzo c'è ma anche il resto Danilo Zimatore - che arrivano come un pugno nello stomaco, che ti gelano il sangue e ti lasciano un senso di vuoto e incredulità. La notizia della tua prematura scomparsa, Antonello, è una di queste.


Il pensiero vola subito indietro nel tempo, a quando eravamo ragazzini. Ai pomeriggi spensierati, alle corse dietro a un pallone sul campo improvvisato della "stazionina", alla polvere sui ginocchi e alle risate condivise. Quante partite, quante sfide. Eri uno dei compagni di avventure, eravamo ragazzini spensierati, di un'epoca molto più felice e leggera di quella attuale, eri un amico di quel tempo magico in cui tutto sembra eterno.


E forse è proprio questo il punto. La vita ci insegna, nel modo più duro, che eterni non siamo.

La tua partenza - conclude - così improvvisa ci costringe a fermarci, a riflettere sul senso di questo nostro viaggio. Ci affanniamo ogni giorno, rincorriamo chimere, ci arrabbiamo per cose futili, e dimentichiamo l'essenziale. Dimentichiamo che siamo solo di passaggio, così come quanto dovremmo essere umili di fronte al mistero della vita e della morte, riflettere sull'importanza di essere corretti e rispettosi del prossimo, perché le uniche cose che restano di noi sono le tracce che lasciamo nel cuore degli altri. È facile dare valore alle persone quando non ci sono più; la vera sfida è farlo ogni singolo giorno, mentre siamo ancora qui. Dare valore umanamente a noi stessi e agli altri, attraverso un gesto gentile, una parola di conforto, un minuto del nostro tempo.


Oggi Pizzo piange un figlio andato via troppo presto". E alle sue parole fanno eco quelle di decine di persone che si apprestano a dare l'estremo saluto a una persona benvoluta da tutti, pur nella sua riservatezza.