Rinascita, niente processo al Palamaiata: avvocati vibonesi in stato di agitazione
Reagiscono in modo deciso gli avvocati vibonesi alla decisione del Ministero, trapelata nei giorni scorsi, di non celebrare il processo Rinascita Scott al Palamaiata di Vibo Valentia e proclamano lo stato di agitazione. La Camera Penale ha ritenuto "gravi" quanto appreso dalla stampa e ancora più grave il silenzio del Ministero". La Camera penale, infatti, "aveva appreso con favore la notizia circa la scelta del Palamaiata di Vibo Valentia, che una volta allestito avrebbe consentito la celebrazione del processo nella città capoluogo di provincia, garantendo così la celebrazione dinnanzi il “giudice naturale” precostituito per legge. Apprendiamo ora direttamente dalla stampa che l’ipotesi Palamaiata è sfumata, senza aver contezza dei motivi che hanno di fatto portato a questa rinuncia, se di rinuncia si può parlare atteso il fatto che vi sono fonti che propendono per ritenere ancora aperta la possibilità di una sistemazione del Palamaiata; struttura che avrebbe i requisiti di sicurezza richiesti e che potrebbe essere approntata con alcuni accorgimenti tecnici che richiederebbero investimento di somme non ingenti".
Questi fatti «sarebbero stati anche verificati dai tecnici del ministero a seguito del sopralluogo sulla struttura vibonese con un “parere favorevole” per il Palamaiata. Non si riesce a capire a questo punto – denuncia il direttivo della Camera penale -, il silenzio del ministero nonostante lo stesso sia stato informato in tempo dai vertici degli uffici giudiziari. Le ripercussioni negative che l’allontanamento del processo da Vibo Valentia e dalla Calabria provoca sono innumerevoli e consistono in grossi disagi sia per gli indagati/imputati che per i loro difensori: disagi di natura logistica/economica che si traducono in forti limitazioni dei diritto di difesa degli indagati/imputati che vedrebbero così fortemente compromesso il diritto ad avere un “giusto processo".
