Polia, I Memorial Carmelo Carnovale: il ricordo in campo di uno "sportivo vero"
La famiglia, in collaborazione con l’associazione “Gli Amici di Eva”, lo ha voluto ricordare attraverso un torneo sul campetto polivalente del suo paese natale
Mantenere viva la memoria ed evitare che sia travolta dallo scorrere impetuoso del tempo. Perché ricordare significa mantenere un legame con “l’estinto” ed evitare che le sue azioni, la sua vita il suo esempio, cada nell’oblio. Con questo spirito a Polia, giovani e meno giovani sono scesi in campo al cospetto di molti rappresentanti politici e istituzionali dell’intera provincia.
E sul rettangolo di gioco hanno dato tutto ciò che avevano, spendendo energie fisiche e mentali nel ricordo di un amico che, per molti, è stato anche un maestro, Carmelo Carnovale. A sei mesi dalla sua scomparsa, dopo una lunga e strenua lotta contro il male incurabile che lo ha gradualmente sopraffatto, la sua famiglia, in collaborazione con l’associazione “Gli Amici di Eva”, lo ha voluto ricordare in un Memorial che si è tenuto nel campetto polivalente del suo paese natale.
E sul terreno di gioco come pure sugli spalti si sono vissuti attimi di intensa emozione quando la vedova Pina, microfono in pugno, ha ripercorso le tappe della vita di Carmelo, soffermandosi sul legame con il calcio che, sin dall’età giovanile, ne ha contraddistinto l’esistenza. "Carmelo – ha detto la moglie Pina – ha amato a dismisura questo sport. Lo ha seguito con passione lungo l’arco della sua vita. Per una partita a pallone, era pronto a tutto. Da ragazzino, a piedi o in bicicletta, si recava nei paesi vicini. Poi è riuscito ad accedere anche a livelli più alti".
Insomma, uno sportivo che non demordeva mai. Anzi, andava fiero "di aver giocato fino all’età di cinquantacinque anni". E di averlo fatto con grande serietà ed impegno. "Proprio per questo – ha rimarcato la vedova - preparando i ragazzi più giovani, si arrabbiava talvolta con i più svogliati e con quelli demotivati".
Insomma, uno sportivo instancabile. "Negli ultimi tempi - ha chiosato Pina, la sua compagna di vita – quando ormai si muoveva con grande difficoltà, ripeteva costantemente: queste gambe ne hanno attraversato campi e giocato partite…". Parole che racchiudevano tanta nostalgia, mentre la sua vita, complice la malattia, volgeva inesorabilmente al termine.
