«Niente e nessuno mi avrebbe indotto a prendere pubblica posizione nei confronti della Vibonese, peraltro in riferimento a una problematica, quella del bando, che ancora gli uffici comunali non hanno del tutto sbloccato, e non perché vi siano oscure motivazioni ma perché si è ancora in attesa dell'accatastamento dello stadio a seguito del trasferimento della proprietà dal demanio al Comune».

È quanto dichiarato dal sindaco Maria Limardo in merito alla querelle con la U. S. Vibonese in merito alla vicenda dello stadio Luigi Razza di Vibo Valentia.

«L'unica ragione che mi ha indotto a tanto è stata l'offesa, gravissima, da parte del Signor Gagliardi all'onorabilità mia e dell'istituzione che rappresento allorquando ha fatto riferimento a sospetti su presunti interessi nel "foraggiare affitti strani". Parole che nel comunicato della Vibonese non sono state smentite e nemmeno chiarite nella loro portata. Ho chiesto pubblici chiarimenti - come pubbliche sono state le affermazioni - che non mi sono stati dati e che ancora attendo. Quanto al pubblico confronto tutti sanno che non mi sono mai sottratta a niente e che ci ho sempre messo la faccia anche quando molti non lo ritenevano "politicamente conveniente". Dunque ben venga il confronto, su tutte le questioni agitate nel comunicato e a tal proposito aspetto da subito i dirigenti nel mio ufficio», ha concluso il primo cittadino.