Povertà, Calabria al primo posto. Oliverio: "Subito il reddito d'inclusione sociale"
Il 62,2% delle famiglie povere italiane di trova al sud. Il valore più alto si conferma in Calabria, dove l'incidenza di povertà relativa arriva al 28,2%
"Significativo è il dato della povertà relativa, - sostiene l'assessore al Welfare Roccisano - ovvero la percentuale di famiglie e singole persone povere calcolate sulla base della linea di povertà. L'ISTAT per il 2015 ha individuato la soglia di povertà per una famiglia di due componenti, ad un importo di €1.050,86 (+0,9% rispetto al 2014). Il 62,2% delle famiglie povere italiane di trova al sud. Il valore più alto si conferma in Calabria, dove l'incidenza di povertà relativa arriva al 28,2%, in linea con il trend storicizzato negli ultimi anni e che fa il paio con redditi medi molto bassi (vicinissimi alla soglia di povertà), indice di migrazione giovanile altissimi e soprattutto disoccupazione. La povertà e il disagio sociale ad essa conseguente non si combattono se non con strumenti volti ad alleviare le difficoltà economiche dei singoli e volti al loro inserimento lavorativo. Ed è questa la direzione su cui stiamo lavorando, e puntiamo all'iniezione di risorse nel tessuto economico successivamente alla pubblicazione delle graduatorie dei bandi posti in essere, e alla prossima pubblicazione dei bandi concordati con le OO.SS, nonché dell'approvazione del piano per il contrasto alla povertà".
"È quella descritta oggi - sostiene il presidente Oliverio - una condizione grave frutto di anni di squilibrate politiche economiche e di mancanza di politiche di inclusione sul piano sociale. È una casualità che i dati ISTAT vengano pubblicati proprio nel giorno in cui il parlamento finalmente discute un provvedimento volto all'inclusione e al contrasto della povertà. Questa situazione richiede interventi mirati in direzione della redistribuzione delle ricchezze. È intollerabile quanto è avvenuto in questi anni caratterizzati da concentrazione di ricchezze nelle mani di pochi e l'allargamento di aree della popolazione povera. Anche per questo abbiamo deciso di destinare una quota di risorse dell'FSE ad un piano di contrasto alla povertà e a favore dell'inclusione sociale che prevede interventi mirati su individui ultra cinquantenni, ritenuti quelli più difficili da collocare nel mercato del lavoro, oltre che delle famiglie con minori a carico, in linea con quanto previsto dal recente decreto del Ministro Poletti che approva il SIA. Lo strumento di sostegno economico si chiamerà Reddito di Inclusione sociale e avrà l'ambizione di ottenere nel medio periodo un'inversione di tendenza ad oggi spinta dall'iniezione nel tessuto economico di forza lavoro aggiuntiva. È chiaro che ciò non basta. È urgente una strategia nazionale capace di aiutare il Sud e le Regioni con le maggiori difficoltà e soprattutto individuare strumenti comuni per il contrasto alla povertà e volti all'inserimento lavorativo".
