“Lei si sente responsabile?”. E’ la domanda posta da uno studente dell’istituto Fermi di Catanzaro a Pippo Callipo, il “re del Tonno” che ha deciso di candidarsi alla presidenza della Regione Calabria. Una domanda che lo ha fatto prima riflettere, poi vacillare e, quindi, indotto a scendere in campo.

In campo. L’imprenditore vibonese ha svelato il retroscena in un’intervista a Radio Capital dove ha spiegato tutti i motivi che lo hanno spinto a rompere gli indugi e a candidarsi con il centrosinistra. “Io avrei voluto continuare ad occuparmi delle mie aziende ma i miei stessi figli – ha detto – mi hanno invogliato a fare questo passo. Abbiamo una popolazione che è sottomessa alla mafia della penna, alla cattiva burocrazia. Tutto in Calabria è un piacere, bisogna chiedere e raccomandarsi per ottenere qualsiasi diritto sancito dalla Costituzione. Io voglio liberare il popolo calabrese da queste pastoie, da queste usanze di bussare ed inchinarsi di fronte al politico di turno per ottenere una visita medica, per una certificazione o per qualsiasi diritto elementare”.

La strada della legalità. Pippo Callipo si commuove ai microfoni di Radio Capital e si appella ai calabresi perché mettano fine al piagnisteo e alle lamentele: “Dobbiamo rimboccarci le maniche e darci da fare”. Poi lancia un messaggio di legalità e spiega quella che è la sua storia personale e imprenditoriale: “Non ho mai preso scorciatoie che mi avrebbero portato a dei risultati con tempi più veloci. Ho sempre preferito la strada più lunga, quella della legalità e questo mi ha reso più forte dinnanzi a queste persone del malaffare”.

LEGGI ANCHE | Regionali, Pippo Callipo scioglie le riserve: "Mi candido"