Sono oltre 30 le stazioni sismiche installate in più punti del territorio calabrese, monitorate dal laboratorio del dipartimento di Fisica dell'Università della Calabria. Il responsabile del gruppo di Sismologia Mario La Rocca ricorda che il terremoto di magnitudo 4.4. avvenuto a Rende, in provincia di Cosenza, il 24 febbraio "non è anomalo nella Valle del Crati".

"Si tratta sicuramente dell'attività sismica più significativa registrata dal 28 dicembre 2014, nella zona di Spezzano della Sila, - spiega il sismologo dell'Unical - quando si verificò un episodio di simile intensità. Dalla sequenza funesta dei tre terremoti del 1783 che nell'arco di un paio mesi rasero al suolo due terzi del territorio
regionale, al terremoto che distrusse le città di Messina e Reggio Calabria del 1908, - sottolinea il professor La Rocca - negli ultimi mille anni in Calabria ci sono stati almeno sei terremoti con intensità massima dell'undicesimo grado della scala Mercalli".

Nel concludere il suo intervento La Rocca, come ha avuto modo di affermare poche ore dopo la scossa di lunedì, ha ribadito come "capiti che questi eventi siano seguiti nei giorni successivi da scosse di intensità inferiore".