Nel Vibonese la Biblioteca Calabrese aspetta ancora la riapertura
Adeguamento antincendio fermo e tensioni interne: attesa per il finanziamento regionale

Da oltre due anni la Biblioteca Calabrese resta chiusa al pubblico. Un patrimonio di oltre trentamila volumi, documenti e materiali rari dichiarato di “eccezionale interesse” dalla Soprintendenza e posto sotto tutela dal Ministero della Cultura con decreto del 6 settembre 2023. Eppure, nonostante il valore riconosciuto, le porte dell’istituto restano sbarrate.
La chiusura è stata disposta con ordinanza della terna commissariale a causa della mancanza dell’adeguamento alle norme antincendio e della relativa certificazione dei Vigili del Fuoco. Da allora la riapertura è legata a un finanziamento regionale necessario per eseguire gli interventi sull’immobile che ospita la biblioteca, un palazzo liberty di proprietà comunale.
Fondata nel 1980 su impulso di Nicola Provenzano e sostenuta da Comune e Regione Calabria, la Biblioteca Calabrese rappresenta l’unico presidio monotematico regionale dedicato alla storia e alla cultura della Calabria. Al suo interno sono custoditi fondi rari, cinquecentine, edizioni seicentesche e settecentesche, un archivio fotografico, un gabinetto di stampe e centinaia di periodici.
Nel frattempo il nuovo presidente Giuseppe Ceravolo ha promosso la redazione di un progetto tecnico di adeguamento, trasmesso al Comune e successivamente alla Regione per ottenere le risorse necessarie. Ma la vicenda si è complicata anche per uno scontro interno legato al respingimento di 17 nuove richieste di adesione all’associazione che gestisce l’istituto.
Mentre il dibattito continua, il patrimonio resta inaccessibile. E con esso una delle principali istituzioni culturali dedicate alla Calabria.
