Nuovo blitz dei carabinieri del Gruppo di Lamezia Terme nel campo rom di Scordovillo. Eseguito 14 misure cautelari personali (4 custodie cautelari in carcere e 10 obblighi di dimora nel Comune di Lamezia Terme), emesse dal gip del Tribunale di Catanzaro, nei confronti di altrettanti soggetti, già destinatari di misure emesse dal Tribunale di Lamezia Terme, ritenuti responsabili del reato di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti.




Blitz campo ROM ScordovilloContrasto alle ecomafie. La misura trae origine dalla richiesta di rinnovazione di misure cautelari personali e reali avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, competente per il nuovo reato di “attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti”. Si tratta di una delle prime applicazioni del nuovo titolo di reato, volto a contrastare le cd. “ecomafie”, introdotto dal legislatore nel nostro codice penale con il decreto legislativo nr.21 del 1° marzo 2018.

Nuovo sequestro. Rinnovato, infatti, anche il sequestro della “Beda Ecologia Srl”, società attiva nel campo del trasporto rifiuti con sede operativa all’interno del citato insediamento, e di tutti i mezzi utilizzati per i predetti trasporti. Provvedimento, quello eseguito stamane, che va a confermare la ricostruzione della filiera criminale al cui vertice vi era appunto la “Beda Ecologia Srl”, il cui amministratore unico è Antonio Berlingieri, presso la quale, come documentato dalle attività tecniche, una serie di “microconferitori”, prevalentemente residenti all’interno del campo, dopo aver raccolto ingenti quantità di rifiuti di varia natura, pericolosi e non, vendeva gli stessi. Rifiuti che, in assoluta violazione delle norme ambientali, venivano lavorati per essere successivamente trasportati presso altre società del medesimo settore dell’hinterland lametino. Gli scarti della lavorazione, invece, venivano sversati lungo la via d’accesso all’accampamento ove periodicamente, attese le considerevoli dimensioni che raggiungeva questa vera e proprio discarica abusiva, venivano dati alle fiamme provocando nubi tossiche contenenti diossina oltre all’accertato inquinamento della matrice suolo con possibile interessamento della falda acquifera.

I nomi dei soggetti in carcere:

1) Simone Berlingeri , 04/07/1986;

2) Antonio Berlingeri, 20/08/1985;

3) Antonio Bevilacqua, 14/09/1986;

4) Massimo Bevilacqua, 05/06/1979.