Raffaele Esposito ex allenatore della Vibonese
Raffaele Esposito ex allenatore della Vibonese

A distanza di due mesi dalle dimissioni rassegnate lo scorso 12 gennaio, Raffaele Esposito torna a parlare della sua esperienza sulla panchina della Vibonese. In un'intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di Notiziariocalcio.com, il tecnico napoletano ha analizzato con estrema schiettezza la rottura con il club rossoblù, spiegando i motivi che lo hanno spinto a lasciare l'incarico nonostante un inizio di stagione esaltante. 

«Siamo partiti con tutte le condizioni necessarie per far bene. Decisi di accettare l'offerta della Vibonese perché nutrivo grande ammirazione per il presidente Caffo, per l’organizzazione del club, per le strutture come il manto erboso e per l’ambiente in generale. Avevo ricevuto diverse altre proposte, ma quando si è concretizzata questa possibilità non ho avuto dubbi: Vibo è una piazza dove si può lavorare bene e che nel tempo ha lanciato molti allenatori. Ho dato la priorità al blasone e, inizialmente, sono stato assecondato nella scelta dei calciatori. Avevamo costruito una squadra competitiva senza investire cifre folli e, per le prime dodici o tredici giornate, siamo rimasti stabilmente nelle zone nobili della classifica. Successivamente, però, sono mancati alcuni risultati e la società ha smesso di credere nel gruppo».

Continua il mister: «Dal mio punto di vista sarebbe servita maggiore pazienza e perseveranza, poiché quella squadra avrebbe potuto giocarsi il primato fino alla fine. Durante la mia gestione abbiamo valorizzato elementi come Hernandez, prelevato dall'Eccellenza, e Castillo, un classe 2005 che era lì da tre anni e che si stava mettendo in grande evidenza prima del grave infortunio al legamento crociato. Si stava svolgendo un ottimo lavoro, ma a un certo punto la proprietà ha deciso di ridimensionare il progetto e puntare sulle plusvalenze. A quel punto non me la sono sentita di proseguire: gli obiettivi non coincidevano più con le ambizioni di inizio anno. Mi sono dimesso il 12 gennaio, andando anche a mio discapito, sapendo che non avrei potuto tesserarmi con un'altra squadra nella medesima stagione».

Sui motivi della crisi e il cambio di rotta del club: «In una stagione è normale affrontare alti e bassi. A mio avviso - conclude Esposito - la partita che ha spinto la società a tagliare le spese è stata la sconfitta casalinga contro l'Igea Virtus. In quel momento loro erano primi con quattro punti di vantaggio su di noi; la gara fu decisa da un infortunio del nostro portiere e da lì l'atteggiamento dei vertici è cambiato: ci sono state alcune cessioni che, uniti ad altri infortuni, ci hanno penalizzato».