Provincia Vibo, tutti i sindaci in Prefettura: si lavora per il recupero dei crediti
Gli amministratori sono stati chiamati a raccolta dalla dirigenza del palazzo del Governo, che sta tentando di recuperare le somme dovute dai Comuni per Suap e Tari
Venerdì 18. Suona una nuova sveglia per i lavoratori della Provincia di Vibo. Una nuova giornata di lotta. I dipendenti provinciali si sono ritrovati in "agitazione" questa mattina dinnanzi alle porte della Prefettura, dove è ancora in corso un vertice che vede radunati al tavolo i sindaci dei 50 Comuni della provincia. Gli amministratori sono stati chiamati a raccolta dalla dirigenza del palazzo del Governo, che, sotto la guida del vice capo di Gabinetto Sergio Raimondo, sta tentando di recuperare le somme dovute dai Comuni alla Provincia e relative a Stazione unica appaltante e Tari. Circa 1 milione e 600mila euro, che, se versati, potrebbero dare ossigeno ai dipendenti senza stipendio da quattro mesi. Il recupero di queste somme sta avvenendo, in qualche caso, per compensazione, mettendo in pari i crediti vantati dalla Provinicia con quelli, al contrario, maturati dai Comuni nei confronti dell'Ente in fase di riordino. Ma si lavora su più fronti. Pare infatti che una parte dei trasferimenti statali promessi dal ministro del Delrio ai lavoratori, nell'incontro di Cosenza, sia in arrivo. Si tratterebbe, da quanto si apprende in via ufficiosa, di 1 milione e 700mila euro. Per evitare che queste somme, quelle dei Comuni e quelle dei trasferimenti statali, vengano nuovamente bloccate in banca, la Prefettura avrebbe convocato per le 13 il direttore d'istituto di credito in cui ha sede la tesoreria, affinché appunto i soldi eventualmente in arrivo non vengano inghiottiti dai mutui pendenti.
Stipendi, ma pure servizi. E' una partita importante quella che si sta giocando per la Provincia di Vibo. Almeno secondo i dipendenti, da settimane impegnati in un'azione di rivendicazione che li vede protagonisti solitari della protesta. "Il territorio - hanno detto di fronte alla Prefettura - crede che la nostra battaglia sia solo di 'portafoglio'. Ma non si è capito che la nostra lotta ha un valore collettivo: la Provincia, allo stato attuale, non è nelle condizioni di erogare servizi, principalmente ai Comuni, i cui primi cittadini avrebbero dovuto protestare insieme a noi, per il bene della collettività". E manca la politica, innanzitutto, al fianco dei lavoratori. "Sul territorio non ci sono rappresentanti politici forti, qualcuno in cui ci riconosciamo. Senza le Province, i dipendenti dei dipendenti, si ferma l'economia locale, fondata sul lavoro pubblico. Per non parlare dei servizi: viabilità e scuole sono alla deriva, perché è alla deriva l'Ente".
Mutui. Soldi all'Ente non ne arrivano, se non dallo Stato, che con il "taglio" alle Province ha determinato una crisi strutturale degli Enti locali. "La Provincia di Vibo - hanno aggiunto i lavoratori - si trova in queste condizioni anche per aver aiutato i Comuni a realizzare i suoi progetti. Sull'Ente pesano i mutui contratti dalla Provincia anche per questo". Mututi, nel complesso, che ammontano a circa 7 milioni di euro. "Quando la Provincia ha contratto questi mutui - hanno spiegato - all'Ente arrivavano somme da più parti e, pertanto, aveva una capacità di indebitamento diversa. Con i tagli del Governo, le risorse su cui si fondano le finanze dell'Ente sono diminuite e di molto. Per questo oggi i soldi per i mutui non ci sono, e quei pochi che arrivano restano in Tesoreria". Ragion per cui i dipendenti hanno chiesto al Governo la possibilità di rinegoziare i mutui. Le risposte ancora si attendono. (i.l.)
