'Ndrangheta, colpo ai professionisti: arrestato anche un imprenditore calabrese
I carabinieri del Ros, impegnati nell'operazione "Open Fiber", stanno eseguendo un provvedimento di fermo di indiziato di delitto su input della Dda di Ancona, nelle province di Ancona, Perugia e Reggio Calabria, nei confronti di tre professionisti marchigiani e di un imprenditore calabrese per i reati di riciclaggio e autoriciclaggio commessi con l’aggravante mafiosa. In corso decine di perquisizioni con l’impiego di oltre 100 militari.
Nel corso delle operazioni sono state eseguite anche numerose perquisizioni nei confronti di soggetti e società dislocati in tutto il territorio nazionale e all’estero. È stato, inoltre, eseguito un decreto di sequestro preventivo di alcuni beni immobili in territorio marchigiano, per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro.
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L’indagine è stata avviata dal Ros dei Carabinieri nel gennaio 2018, a seguito di alcune segnalazioni pervenute dall’Uif (Unità di Informazione Finanziaria) della Banca d’Italia. Gli accertamenti hanno portato alla luce stabili rapporti economici tra l’imprenditore calabrese e i tre professionisti marchigiani, documentando un complesso meccanismo di triangolazioni finanziarie tra Italia, Inghilterra e Svizzera. Altri professionisti sono ora sotto indagine, anche se non sono stati sottoposti ad alcuna misura cautelare.
L'accusa per l'imprenditore calabrese è quella di aver riciclato, attraverso l’acquisto dei beni immobili sottoposti a sequestro preventivo, cospicue somme di denaro riconducibili all’organizzazione criminale. Nel corso delle indagini è stata anche coinvolta la Procura Nazionale Antimafia, dato che lo stesso imprenditore calabrese risultava coinvolto in un’inchiesta sulla medesima cosca degli Alvaro, condotta dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria.
