Un ricorso ritenuto totalmente infondato e, pertanto, respinto dal Tar Calabria, che ha condannato il ricorrente, ossia l'ex sindaco Onofrio Maragò, a risarcire il Comune di Sant'Onofrio. Per Maragò l'elezione del consiglio comunale e del sindaco Antonino Pezzo è da considerarsi nulla per una serie di motivazioni: la mancata presenza nella lista “Coraggio Sant’Onofrio” di Antonino Pezzo di almeno quattro candidate di sesso femminile (ne sono state presentate solo tre); la mancata firma dell’ufficiale autenticante della richiesta di accettazione della candidatura di un candidato, mentre un altro candidato avrebbe omesso di produrre il certificato elettorale. E ancora: la mancanza del numero minimo di sottoscrittori della lista, la mancanza del timbro trasversale di congiunzione apposto dal soggetto autenticante sui fogli di presentazione della lista “Coraggio Sant’Onofrio”, la somiglianza del simbolo di “Coraggio Sant’Onofrio” alla compagine nazionale “Coraggio Italia” senza una dichiarazione del segretario nazionale di tale partito che di fatto sancisce il riconoscimento per conto della formazione politica.

Per i giudici amministrativi, però, non c'è stata alcuna irregolarità. Intanto il simbolo della lista di Pezzo non "coincide con quello di "Coraggio Italia". Anzi sono totalmente differenti. Così la potenziale esclusione del candidato Pilegi, per documentazione imprecisa, non inficia assolutamente l'elezione in quanto la lista rimarrebbe con il numero di candidati minimo previsto dalla legge e le preferenze riportate da quest'ultimo, ossia 37, non avrebbero colmato il divario dei 118 voti che ha diviso le due compagini, a favore di quella di Pezzo, alle ultime amministrative. Da qui la sentenza e la condanna di Maragò, attuale consigliere di minoranza a risarcire il Comune di Sant'Onofrio con una somma paria a 3.300 euro. Insomma, il risultato elettorale è confermato: Antonino Pezzo rimane sindaco legittimo di Sant'Onofrio.