Alluvione 3 luglio 2006: Nuovo Pignone chiede danni alla Provincia di Vibo
Si va in appello, dinanzi al Tribunale Superiore delle Acque pubbliche con sede a Roma, per decidere in ordine al risarcimento che la società “Nuovo Pignone spa” ha chiesto alla Provincia di Vibo Valentia per i danni allo stabilimento industriale sito a Portosalvo a seguito dell'alluvione che il 3 luglio del 2006 ha sconvolto le frazioni costiere della città capoluogo. Nel precedente giudizio, svoltosi dinanzi al Tribunale regionale delle acque pubbliche con sede a Napoli, la domanda di risarcimento danni – quantificati dal Nuovo Pignone in 2.554.075,00 euro – è stata rigettata. Contro tale verdetto, il Pignone ha presentato ricorso e quindi la Provincia con delibera del vicepresidente dell'ente, Pasquale Fera, ha deciso di resistere in giudizio affidando l'incarico legale all'avvocato Vito Boragina che ha già difeso l'ente in un precedente giudizio instaurato dalla ditta “Castagna Costruzioni metalliche di Castagna Antonino” - sempre per i danni dell'alluvione - poi riunito a quello del Pignone. La scelta della Provincia di affidarsi all'avvocato Vito Boragina è stata motivata pure con il fatto che il servizio legale dell'ente non è dotato di un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alla magistrature superiori quale il Tribunale delle Acque Pubbliche di Roma che dovrà pronunciarsi sul ricorso della società “Nuovo Pignone spa”. (g.b.)
