Dal Vibonese all'Ucraina, il pittore che aiuta i rifugiati: "Vorrei tornare presto in Calabria"
"Per il momento noi qui siamo fortunati, questa zona ancora non è stata colpita da missili e bombe, ma ovviamente abbiamo paura che la situazione terribile che sta vivendo l’Ucraina si estenda a tutto il resto del territorio. Io mi sono attivato insieme ai miei concittadini nelle operazioni di assistenza di chi è arrivato qui in fuga dalla guerra". A parlare intervistato dal Corriere della Sera è il pittore ucraino Yuriy Kuku, noto nel Vibonese per i suoi dipinti prevalentemente di arte sacra, che era tornato in Ucraina nel mese di dicembre, a pochi giorni dal Natale (QUI l'intervista di Zoom24 il giorno dell'inizio della guerra). Da quando è scoppiato il conflitto si trova nella propria città di origine, Chernivtsi, ed è impegnato ad aiutare i profughi arrivati nella sua città dopo avere lasciato le zone colpite dall'esercito russo.
Kuku non sa quando potrà tornare in Calabria, la terra che ormai è casa sua considerando che vive da oltre quindici anni nel Vibonese: "Vivo in Italia da 17 anni, il Vibonese è la mia nuova patria, mia moglie, mia figlia e anche mio generano collaborano con me nella mi attività artistica, tutti esprimiamo la nostra arte attraverso la pittura e scultura di soggetti sacri. Vorrei tornare presto. E soprattutto che la guerra finisse quanto prima".
Il giorno dell'invasione russa aveva pubblicato sulla sua pagina Facebook un dipinto sacro, con l’effigie della Madonna, intorno al quale soldati e civili pregano. “Tutti – aveva scritto – abbiamo bisogno del suo aiuto”.
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