'Ndrangheta, revocata sorveglianza speciale a imprenditore (NOME)
Annullati le misure restrittive e il sequestro dei beni. I giudici riconoscono il venir meno dei presupposti dopo l'assoluzione definitiva
Si chiude definitivamente uno dei capitoli giudiziari più complessi e longevi della cronaca calabrese. La Corte d’Appello di Reggio Calabria (Sezione misure di prevenzione) ha sancito la parola "fine" sulle restrizioni che gravavano su Cosimo Commisso, imprenditore sidernese di 76 anni. Con una decisione che ribalta i precedenti orientamenti, i magistrati hanno revocato sia la sorveglianza speciale che la confisca dei beni che erano state disposte a suo carico oltre tre decenni fa.
Il ricorso, presentato dai legali Sandro Furfaro e Francesco Commisso, mirava a scardinare decisioni che affondavano le radici nei primi anni Novanta. All'epoca, nel pieno delle indagini sulla cosiddetta "faida di Siderno", Commisso era stato colpito da pesanti provvedimenti patrimoniali e personali. Tuttavia, il terremoto giudiziario del 2019 – che ha visto l'assoluzione totale dell'uomo in sede di revisione dopo 26 anni trascorsi dietro le sbarre con una condanna all'ergastolo – ha cambiato radicalmente lo scenario.
La Corte d’Appello ha accolto la tesi difensiva sottolineando come, alla luce dell'assoluzione definitiva, manchino oggi i presupposti di pericolosità sociale che giustificavano le misure di prevenzione. Nello specifico, è stata annullata la sorveglianza speciale applicata originariamente nel 1992 ed è stata revocata la confisca dei beni che era stata dichiarata definitiva nel 2011.
Questo provvedimento arriva dopo che, nel febbraio 2025, il Tribunale di Reggio Calabria aveva inizialmente respinto l’istanza di revoca. La nuova pronuncia ristabilisce dunque la piena libertà d'azione e la disponibilità patrimoniale per l'imprenditore, chiudendo un cerchio aperto durante la stagione più buia dei conflitti tra clan nella Locride.
