Discarica a Sant'Onofrio, oggi il caso al vaglio dei sindaci: contro Maragò nuove accuse
Pomeriggio riunione dell'Ato. Intanto l'opposizione a Sant'Onofrio attacca il sindaco
Oggi sarà la giornata decisiva per i sindaci del Vibonese, convocati a palazzo “Luigi Razza” per scegliere il sito dove realizzare l'impianto di trattamento rifiuti con annessa discarica dell'Ato, che chiama alla gestione associata del servizio della nettezza urbana. Dopo le polemiche dell'ultima seduta durante la quale si era deciso di optare per il sito di Sant'Onofrio, a condizione che non esistessero vincoli, oggi si torna infatti a discutere. Sul tavolo anche il caso sollevato dal sindaco di Vallelonga, Egidio Servello, il quale aveva comunicato all'assemblea che proprio il sito di Sant'Onofrio era stato oggetto di sequestro e, in tal senso, candidava il suo quale alternativa. Una denuncia rispedita al mittente da Onofrio Maragò che oggi produrrà all'Aula anche le carte per “certificare” che nessun problema esiste sul sito.
Oggi pomeriggio in Aula. Saltata la prima convocazione di questa mattina, i lavori saranno aperti questo pomeriggio alle 15,30. E di argomenti ce ne saranno diversi, anche perché a quanto pare il sindaco di Sant'Onofrio di dardi ne deve schivare diversi e la maggior parte giungono proprio da “casa”. Nel piccolo centro vibonese, infatti, l'idea di avere una discarica che accolga i rifiuti di tutta la provincia, non è stata accettata di buon grado e, in questa direzione, nei giorni scorsi era stato anche sollevato un problema relativo ad un vincolo che era stato posto dalla Forestale sul sito.
L'opposizione a Sant'Onofrio. E non sono neanche carezze quelle che a Maragò arrivano dai consiglieri del gruppo “Insieme per la Rinascita” Salvatore Bulzomì e Giuseppe Arcella. “Il sindaco Maragò – sottolineano - è ormai isolato a causa dei danni che sta arrecando alla comunità e dei continui strappi istituzionali che portano solo lacerazioni”. Ritengono inconcepibile, infatti, “che continui con le cattiverie e non rispetti il principio di realtà per il quale sarebbe dignitoso che onorasse la fascia tricolore davanti ai santonofresi, evitando di insistere, con dichiarazioni da zelante moralista a senso unico, su scelte surreali che aggrovigliano la comunità”. Quindi, spiegano ancora: “Per non entrare nel merito dei pesanti divieti di seria natura che non permettono la realizzazione della sua discarica consortile o per non toccare il conflitto di interesse, si trastulla imputando agli altri “la tecnica dei lupi che agiscono in modo coordinato e complice” ed insegue perspicacemente la dissolvenza. Al contrario – incalzano - egli utilizza la “tecnica del pescecane-volpe” che con prepotenza, furbizia ed inganni cerca di realizzare indecifrabili progetti studiati da sé a tavolino e senza alcuna presentazione al consiglio comunale”.
Nuove accuse. Bulzomì e Arcella, in tal senso, annunciano di avere scoperto “un altro suo gravissimo atto. Nel verbale del sopralluogo avvenuto in data 27.6.2017 – spiegano - del sito della discarica consortile in località Palombara, i tecnici della Regione Calabria verbalizzano testualmente: “Nel corso del sopralluogo il Sindaco ha segnato inoltre che detta area nel corso dell’attuale redazione del Psc verrà inserita tra le aree industriali”. Un sindaco con incarico preciso della Regione Calabria che condivide un sopralluogo con la Regione Calabria, facendo inserire una propria dichiarazione, diventa quanto meno un po’ difficile da comprendere”. E, infatti, spiegano “il Sindaco che parla di una ipotetica futura decisione su un’area che verrà, nelle vesti di podestà di poca qualità, nella redazione del Piano strutturale comunale. Fatto inaudito, preoccupante ed offensivo nei confronti degli organi dell’Amministrazione comunale di Sant’Onofrio e della Regione Calabria”. Insomma, quanto basta per il gruppo di Rinascita per segnalare al caso. Infine, concludono “il gruppo Rinascita ha presentato due interrogazioni a risposta scritta sulla crisi idrica e sul Psc. Nessun riscontro ancora è pervenuto nei termini, contro ogni regola e diritto dei singoli consiglieri di esercitare il loro compito istituzionale”.
