Processo ai Mancuso, i giudici chiedono una proroga. Slitta il deposito della sentenza
Il verdetto, che ha cancellato l'associazione mafiosa a carico del clan di Limbadi, è stato emesso lo scorso 17 febbraio ma per le motivazioni bisognerà attendere
Slitta il deposito delle motivazioni della sentenza del cosiddetto processo "Black money", scaturito da una delle operazioni antimafia più importanti e imponenti messe a segno dalla Dda di Catanzaro negli ultimi anni. I giudici hanno infatti chiesto al presidente del Tribunale di Vibo Valentia Alberto Filardo una proroga dei termini che scadranno giovedì 18 maggio. Il collegio giudicante, rappresentato da Vincenza Papagno, Giovanna Taricco e Pia Sordetti, avrebbero chiesto fino altri tre mesi di tempo per poter depositare le motivazioni di un verdetto che ha fatto discutere e che proprio per questo è molto atteso.
Il processo in questione è stato uno dei più lunghi e travagliati della storia giudiziaria vibonese. Un procedimento che vedeva alla sbarra ventuno imputati e, tra di loro, esponenti di spicco del clan Mancuso di Limbadi. Dopo 240 ore di camera di consiglio e dieci giorni vissuti in un hotel al centro di Vibo, i giudici hanno emesso il loro verdetto (nove condanne e dodici assoluzioni) cancellando l'associazione mafiosa sostenuta dall'accusa rappresentata in aula dal pm Marisa Manzini, oggi procuratore aggiunto a Cosenza. Una sentenza per volti versi storica che contraddice altre storiche sentenze passate in giudicato sempre a carico della famiglia di 'ndrangheta di Limbadi, considerata tra le più potenti d'Europa. Per le motivazioni bisognerà dunque ancora attendere.
