C’è la firma d’autore dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia nel blitz che, nella notte, ha messo fine alla latitanza di Roberto Mazzarella, 48 anni, vertice dell’omonimo clan napoletano e numero quattro nella lista dei ricercati più pericolosi del Viminale.

Gli uomini della base di Vibo, specialisti nelle operazioni in ambienti impervi e nel rintraccio di grandi latitanti, hanno operato al fianco dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e delle Aliquote di Primo Intervento. Il boss, ricercato dal gennaio 2025 per un omicidio di sangue risalente al 2000, è stato sorpreso in un resort esclusivo da mille euro a notte a Vietri sul Mare, dove soggiornava sotto falso nome con moglie e figli.

L'intervento dei Cacciatori di Vibo è stato richiesto per garantire la massima precisione e rapidità in una struttura turistica complessa e affollata. Nonostante Mazzarella fosse considerato un profilo ad altissima pericolosità, la pressione esercitata dai militari lo ha indotto a non opporre resistenza.

All'interno della suite di lusso, i militari hanno sequestrato un vero "tesoro" e materiale scottante: 20.000 euro in contanti e tre orologi di pregio, documenti falsi e numerosi smartphone e manoscritti contenenti una verosimile contabilità del clan, ora al vaglio degli inquirenti.

Per Mazzarella, come per molti boss prima di lui, è stata fatale la "debolezza" per le tradizioni. Il monitoraggio dei flussi economici e dei social dei familiari ha permesso agli investigatori di mappare gli spostamenti verso la Costiera Amalfitana. La voglia di non rinunciare al pranzo di Pasqua con i propri cari ha offerto agli specialisti dell'Arma l'occasione perfetta per chiudere il cerchio. "Un risultato di grande rilievo nella lotta alla criminalità organizzata", ha dichiarato Chiara Colosimo, presidente della commissione parlamentare Antimafia, mentre il Comandante Generale dell'Arma, Salvatore Luongo, si è detto "orgoglioso e fiero" dei militari protagonisti dell'operazione.

Con la cattura di Mazzarella, l'elenco dei grandi latitanti del Viminale si assottiglia: restano a piede libero solo in tre (Cubeddu, Motisi e Cinquegranella). Per i Cacciatori di Vibo, l'operazione rappresenta l'ennesima conferma di un'eccellenza operativa che valica i confini regionali per colpire i vertici del malaffare nazionale.