Sarebbe stata una leggerezza del personale sanitario a portare alla morte di una donna, ricoverata presso l'Annunziata di Cosenza per un intervento al fegato e deceduta, presso la stessa struttura lo scorso 1 maggio. Almeno così la pensa la figlia di una persona inspiegabilmente deceduta che ha deciso di affidare ai social gli ultimi istanti di vita della madre.

La donna è stata sottoposta ad un intervento al fegato durato 6 ore, al termine del quale, secondo quanto racconta la figlia a la Gazzetta del Sud, nonostante soffrisse di altre patologie è stata portata direttamente in stanza. Dopo circa un'ora le sue condizioni si sono aggravate e la donna è entrata in coma. Pur senza esser trasportata in terapia intensiva la donna il giorno dopo si è svegliata dal coma dando l'impressione di star meglio seppure, racconta la figlia "alcuni valori erano alterati e bisognava intervenire". L'ospedale bruzio lo avrebbe fatto però troppo tardi, "soltanto il giorno prima della morte della mamma i medici si erano rivolti ad un altro centro per il fegato. Solo alla fine i medici hanno detto che c'era stata un'intossicazione da farmaco e che quindi erano stati costretti ad usare un farmaco proveniente da fuori". Troppo tardi, però, perché la donna tra lancinanti dolori e l'indifferenza dei sanitari, sempre secondo la ricostruzione della figlia, alla fine si è arresa.