Erano imputati del delitto di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di Michele Amatruda. Il Tribunale di Lamezia Terme li ha assolti perché "il fatto non sussiste". A tirare un sospiro di sollievo sono stati Vincenzo Bonaddio e Vincenzo Grande. Secondo l’accusa, Vincenzo Grande si sarebbe rivolto a Vincenzo Bonaddio, in qualità di reggente della cosca Giampà, per costringere l’imprenditore Michele Amatruda a recedere dalla procedura fallimentare a carico della società “Il Re moda” srl per evitare di subire atti ritorsivi in caso di prosecuzione dell’azione legale, ovvero di poter continuare a lavorare in condizioni di tranquillità, procurandosi in tal modo un ingiusto profitto consistente in 140mila euro.